LE IMMAGINI FANNO PIU’ DELLE PAROLE
10 Luglio 2011
26.02.1991MASSACRO DA PARTE USA DI MILITARI IRAKENI IN RITIRATA
26.02.1991MASSACRO DA PARTE USA DI MILITARI IRAKENI IN RITIRATA
L’intervento americano e il boom del papavero
Di Giorgio Pietrostefani
L’Afghanistan è tornato a essere il primo produttore mondiale di oppio illecito. Nel 2002 le coltivazioni di papavero hanno coperto con
Il presidente Karzai, il 17 gennaio 2002, proibisce la coltivazione, il traffico e l’uso di oppio nel paese. L’iniziativa è presentata dalla Cnn e dai media americani con grande rilievo. In realtà, Hamid Karzai ripropone il bando già lanciato dai Talebani nel 2000. La coltivazione del papavero è, infatti, ripresa nel sud-est e nell’est del paese, subito dopo l’inizio dei bombardamenti americani. Con la scomparsa dei Talebani sono rientrati nelle regioni del papavero i coltivatori emigrati e hanno ripreso la loro attività.
In un articolo pubblicato il 1 aprile 2002, il «New York Times» lancia l’allarme affermando che il raccolto di quell’anno avrebbe inondato il mondo di eroina a basso prezzo. Lo zar della droga di George William Bush, John Walters, dichiara proprio in quei giorni che «non esistono in quel momento importanti centri di produzione nel paese». In realtà gli Stati Uniti non hanno intenzione di fermare il narcotraffico in Afghanistan, poiché ciò danneggia i signori della guerra. Gli americani e i loro alleati non intendono far crescere l’opposizione contro la loro presenza nel paese. I Talebani possono bastare.
La campagna di radicazione delle colture inizia l’8 aprile 2002 nelle province di Helmand and Nagarhar Provinces. Il governo di Kabul offre dollari per impedire la raccolta, troppo pochi perché i coltivatori possano accettare. Già il 7 aprile, alcuni coltivatori aprono il fuoco su una delegazione governativa nella provincia di Nangarhar: alcune persone restano uccise. Il giorno dopo, con l’inizio della distruzione delle piantagioni, gli scontri tra forze dell’ordine e coltivatori provocano la morte di sedici persone.
Col passare delle settimane cominciano a pervenire segnalazioni di raffinerie di oppio in attività. Ce ne sono sulle colline a sud-est di Jalalabad, a ridosso della frontiera pakistana, nel distretto di Acheen e in quello di Adal Khel nella provincia di Nangahar. Producono da
In agosto, gli esperti dell’Onu denunciano il fallimento del governo Garzai nei suoi sforzi di distruggere le coltivazioni della produzione. Dopo l’estate comincia una sorta di rincorsa sulle previsioni della produzione. Secondo un rapporto del 26 settembre 2002, elaborato dall’organizzazione britannica Drugstore, la previsione oscilla tra le 1900 e le 2700 tonnellate contro le 185 tonnellate del 2001. Drugstore insiste sulla necessità di ricostruire le infrastrutture del paese e istituire dei dispositivi per spingere i contadini verso altre colture remunerative.
Il 17 ottobre 2002, nel corso di una conferenza a Kabul, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, Lakhdar Brahimi prevede circa 2500 tonnellate e afferma che i 500 dollari per acro offerti dal governo afgano per un programma di sradicazione nazionale, non bilanciano i 6400 dollari per acro di guadagno sul raccolto di papavero: un rendimento dell’investimento 38 volte maggiore di quello del grano.
Il 25 ottobre
Tornano alla mente le parole di Tony Blair in uno sei suoi discorsi per preparare l’opinione pubblica inglese alla guerra in Afghanistan: «Le armi che i Talebani stanno comprando oggi sono pagate con le vite dei giovani britannici che comprano le loro droghe nelle strade della Gran Bretagna. Questo è un altro aspetto del loro regime che noi dobbiamo cercare di distruggere»
I Talebani avevano pressoché abolita la produzione dell’oppio. Certi analisti hanno avanzato l’ipotesi che la riduzione delle coltivazioni fosse compensata finanziariamente dalle mafie pakistane e dell’Asia Centrale che, grazie agli stock accumulati nel corso dei raccolti degli anni precedenti, rischiavano un crollo dei prezzi dell’eroina sui mercati internazionali. Un rapporto reso il 25 maggio 2001 da esperti dell’Onu al Consiglio di Sicurezza, accusava i Talebani di avere costituito enormi stock di oppio, ma Kofi Annan dichiarava in seguito di non avere prove concrete su tale affermazione. E’ vero che, dopo il crollo della produzione, il prezzo dell’oppio schizzava da
Resta il fatto che durante la stagione 2001 sono stati coltivati in Afghanistan
Nel corso dei trent’anni in cui l’Afghanistan è stato ai vertici dell’esportazione mondiale dell’oppio e dei suoi derivati, non si è mai assistito a un crollo simile della produzione. Ciò è avvenuto nel momento in cui il regime talebano è arrivato, controllando il 90% del territorio afgano, a pacificare sostanzialmente il paese, mezzi utilizzati a parte. L’attacco degli americani e dei loro alleati ha reso impossibile verificare la strategia dei Talebani sulla droga sia stato un ripiegamento tattico momentaneo o una scelta coerente con le loro convinzioni religiose. Un dubbio che non sarà mai chiarito!
Piccoli criminali unionisti crescono, nonostante il processo di pace. La miccia dei violentissimi scontri che hanno incendiato Belfast est nei giorni scorsi pare sia stata accesa da un personaggio ancora misterioso e senza nome (i giornali l’hanno già soprannominato “The Beast of the East”, la bestia dell’est). Le poche informazioni che si hanno di lui lo fanno assomigliare molto a un altro criminale lealista che di umano aveva ben poco: Johnny Adair, il famigerato leader dell’Uda di Belfast Ovest che dopo anni di carcere e varie vicissitudini qualche anno fa è stato ‘esiliato’ dall’Irlanda del Nord su iniziativa della sua stessa comunità. Come Adair, anche “la bestia” starebbe orchestrando una faida interna al mondo degli ex paramilitari lealisti, cercando di guadagnare spazio e credibilità per alimentare le sue attività criminali. Con quale strategia? La stessa di sempre, quella dell’attacco frontale nei confronti del nemico di sempre, per far sembrare ideologico – magari religioso – uno scontro che ha invece finalità molto più prosaiche. D’altra parte, l’enclave repubblicana di Short Strand, nella parte est di Belfast, si presta da tempo a svolgere il ruolo della vittima sacrificale. Circondato dalle peaceline e delimitato dal fiume Lagan, il quartiere è ‘chiuso’ in un reticolato di aree lealiste tra le più calde di Belfast. Un pugno di strade ad alta concentrazione di disoccupazione giovanile che un tempo ospitavano i famosi cantieri navali Harland&Wolff, orgoglio della classe operaia protestante dell’Irlanda del Nord e storicamente precluse ai cattolico-nazionalisti. Proprio qui, nel luglio del 1970, ebbe luogo un famoso episodio di guerriglia urbana che vide per la prima volta in azione i volontari della Provisional I.R.A. a difesa della comunità cattolico-nazionalista. Negli ultimi anni i fondi erogati nell’ambito del processo di pace hanno riqualificate queste strade, partendo dalla loro iconografia. Sono spariti alcuni tra i murales più violenti e settari e al loro posto sono comparse immagini più rassicuranti come quelle di eroi dello sport e musicisti. Poi, inopinatamente, è iniziato un percorso a ritroso fatto di bombe incendiarie e lanci di sassi da parte di uomini in passamontagna e che cade – non certo casualmente – in coincidenza con l’avvio della fase più delicata della stagione delle marce orangiste. Secondo i bene informati, pare che la violenza di questi giorni sia scoppiata anche a causa del giro di vite compiuto dalle forze dell’ordine sulla criminalità lealista e sul traffico di stupefacenti in quell’area di Belfast. Il fatto è che la galassia unionista è nuovamente in subbuglio perché è priva di una leadership in grado i tenere a bada i più violenti: David Ervine, capo storico del Progressive Unionist Party – l’ala politica dell’UVF – è stato stroncato da un attacco cardiaco nel 2007 e il controllo politico sul più importante gruppo paramilitare unionista appare sempre più debole. Il misterioso nuovo leader eloquentemente soprannominato “la bestia” è un ex detenuto appartenente a una nota famiglia lealista di Belfast e ha dimostrato di essere capace di scatenare centinaia di uomini a volto coperto nelle strade, con o senza il consenso dell’UVF.RM
Ovvero: quello che mangi ti salva o ti uccide
Risposte in sintesi per falsi problemi
INTRODUZIONE
- è incompatibile con il nostro organismo e con la nostra natura;
1) stimolazione ed aumento innaturale del battito cardiaco e della temperatura corporale
AFFERMAZIONI COMUNI: MANGIO
“…è necessaria alla mia salute”
Se la carne fosse necessario alla nostra salute come spiegare l’eccellente salute di tutti coloro che non consumano questo prodotto? Per nessun essere umano, in nessuna parte del globo e in nessuna epoca storica la carne è mai stata necessaria alla salute dell’uomo. Questo è stato dimostrato dai più grandi uomini di cultura e spiritualità di ogni tempo e paese che hanno escluso dalla loro dieta
Tutti gli aminoacidi essenziali sono presenti anche nei vegetali altrimenti come spiegare l’eccellente salute dei vegani? Da dove trassero i nostri progenitori i cosiddetti aminoacidi essenziali durante i milioni di anni di vita nella foresta in cui vissero da fruttariani? E’ dal mondo vegetale e non dalla carne che gli animali più forti, più resistenti, e più prolifici della terra (come il bue, il toro, il cavallo, il rinoceronte ecc.) traggono gli aminoacidi essenziali per costruire le loro possenti masse muscolari. Il corpo umano può ricuperare qualunque amminoacido assente o carente attingendo alle proprie riserve. Chiunque nell’arco della giornata consuma cereali e legumi fornisce al suo organismo tutti gli aminoacidi necessari senza introdurre colesterolo e grassi saturi, notoriamente deleteri per
“…contiene il ferro eme”
Nel mondo 500 milioni di persone soffrono di carenza da ferro indipendentemente dalla dieta. Attraverso il riciclaggio delle scorie il nostro organismo è in grado di recuperare il 95% del suo fabbisogno di ferro ed è praticamente impossibile per i vegetariani (come dimostrano i dati statistici) accusare carenza di tale minerale in virtù della presenza di vitamina C, rame e cobalto di cui sono ricche frutta e verdura. I vegetariani infatti risultano meno soggetti a carenze da ferro e quindi ad anemie rispetto agli onnivori. Che il ferro-eme venga assimilato più velocemente dal corpo umano non è un vantaggio: l’impatto è traumatico, drogante e stimolante, non terapeutico. Le più avanzate ricerche sul ferro e sull’anemia evidenziano come il migliore ferro possibile sia quello del mondo vegetale, e che le anemie vengono provocate dalle carenze della vitamina C, E, P, Rame, Cobalto e dagli eccessi di B12 (antitetica col ferro e con
“Mangio il pesce perché contiene gli Omega
Nessuna generazione che ci ha preceduto si è mai preoccupata di procurarsi l’Omega 3 dal pesce. Se fosse necessario alla nostra salute come avrebbero potuto sopravvivere i nostri antenati nella foresta intertropicale? Come fanno a godere di ottima salute i vegetariani? Il pesce non contiene solo gli Omega 3 ma anche moltissime sostanze dannose per la nostra salute: diossine, mercurio, cadmio, piombo, purine. La popolazione mondiale è afflitta da eccesso di PG II-negative, ovvero da eccesso di Omega-3 da carne e da pesce, nonché da carenza di PG I-III-positive, ovvero da Omega-3 da verdure e frutta di cui il corpo umano ha bisogno. Le PG 1 e 3 sono positive e ottime purchè crude: la cottura rompe i doppi legami insaturi e li ritrasforma in saturi. Le PG 1 e 3 sono vasodilatatrici, regolano la coagulazione, abbassano il colesterolo LDL, svolgono azione antinfiammatoria e mantengono il bilancio elettrolitico. Le PG 2 hanno invece effetti opposti, causano: ritenzione idrica, aggregazione piastrinica, infiammazioni, aumento di pressione nel sangue. Studi clinici sull’uso di pesce ed olii di pesce nei sopravvissuti da infarto miocardico mostrano una riduzione della mortalità tra il 15 ed il 30%. Per contro l’uso di diete a base di cibi vegetali, che includono olii vegetali ad elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi ed Omega-3, mostrano una riduzione della mortalità del 50-70%.
Bere latte è come succhiare le mammelle alla mucca. L’uomo del paleolitico non usava latte vaccino eppure aveva ossa robustissime. Studi condotti in molte parti del mondo su miglia di persone per decine di anni hanno evidenziato che il più alto tasso di osteoporosi è riscontrabile dove è maggiore il consumo di latte e latticini. L’uomo è il solo animale che prende il latte (di un altro animale) dopo lo svezzamento, anche se dopo i primi tre ani di vita perde gli enzimi (rennina e lattasi) preposti per la digestione del latte. Il latte della mucca è adatto al vitello che ha una velocità di crescita 3 volte superiore a quella del bambino ed una necessità proteica quasi 4 volte maggiore. Solo il 25-30% del calcio presente nei latticini viene assimilato, il resto precipita sotto forma di fosfato di calcio e viene eliminato con le feci perché i latticini non contengono
MALATTIE CORRELATE AL CONSUMO DI LATTE:
“E le uova? Non mangiate neppure le uova”?
Le uova possono essere contaminate da salmonelle e dalle tossine degli stafilococchi, per il fatto che residui fecali rimangono sul guscio e, a causa della sua porosità, possono penetrare all’interno dell’uovo e contaminarlo. Inoltre le uova contengono i farmaci che vengono somministrati alle galline per prevenire o curare malattie, ma anche per aumentarne
Se fosse onnivoro avrebbe un organismo fisiologicamente strutturato per metabolizzare
“E’ necessario mangiare un po’ di tutto”
“La carne è necessaria ai bambini e ai giovani”
I bambini non hanno bisogno della carne allo stesso modo degli adulti e delle persone anziane. Nel periodo dell’allattamento, in cui il bambino compie il suo massimo sviluppo corporeo e cerebrale, viene nutrito esclusivamente con il latte materno, che ha un contenuto proteico dello 0,9%, cioè circa 20 volte inferiore a quella della carne e 3,5 volte minore a quello del latte vaccino. La carne e il latte vaccino sono “bombe proteiche” che costringono gli organi emuntori ad un lavoro eccessivo che predispone a ipertrofia renale e obesità. La composizione chimico-biologica più vicina al latte materno è la frutta e
“… perché mi piace”
La carne può piacere alla lingua ma non al fisico e alla coscienza. Diceva Seneca “Uccide più lo stomaco della spada”. L’indifferenza verso il dolore altrui è la madre di tutti i delitti. Non è forse lo stesso motivo che muove il ladro, il criminale o lo stupratore, quando cerca il suo piacere, incurante della sofferenza che causa il suo gesto? Se bastasse il piacere a giustificare le nostre azioni tutto sarebbe lecito e il mondo sarebbe un inferno. Un tempo la nostra società giustificava lo schiavismo, ma se fossimo noi dalla parte degli oppressi sicuramente ci ribelleremmo a questo ingiusto e crudele destino. Quando una persona considera più importante il piacere del suo palato della sofferenza e della vita degli animali che sacrifica, non ragiona con il cuore ma con lo stomaco ed è quindi come cercare di sensibilizzare o indurre a saggezza una statua di marmo. Se coloro che mangiano la carne dovessero uccidere con le proprie mani un animale, forse cambierebbero opinione.
E’ come dire: “Se non fumo più come sostituisco la nicotina ed il catrame”? La carne non va sostituita, va semplicemente eliminata al pari dell’alcool, delle droghe o del tabacco: oltre a causare dipendenza, genera malattie all’organismo. Non vi è nessun nutriente nella carne, che non sia presente negli alimenti di origine vegetale, con il vantaggio che, questi ultimi, sono privi di tutte le sostanze dannose della carne, come: le tossine cadaveriche (es: putrescina, la cadaverina, ptomaine ecc.), i grassi saturi e il colesterolo, i pesticidi (contenuti negli alimenti destinati agli animali in maggior misura, perché di scarto), farmaci di varia natura (somministrati agli animali per immunizzarli alle varie malattie, dovute al disumano modo di allevarli, o per farli ingrassare più in fretta), o additivi per dare alla carne il colore e la consistenza desiderata. Nei cereali, legumi, frutta fresca e oleosa, ortaggi freschi e biologici sono in grado di assicurare al nostro organismo tutti i nutrienti necessari.
“I medici consigliano di mangiare carne e pesce”
Un medico che consiglia di mangiare carne o pesce se fosse a conoscenza delle statistiche relative ai danni causati dalle carni, probabilmente non
“Non mangiare la carne è una scelta come un’altra”
Mangiare la carne non è come scegliere di mangiare pasta o patate: c’è di mezzo la sofferenza e la vita d un essere fatto come noi per il quale (come per noi stessi) vivere o morire non è la stessa cosa. E’ forse la stessa cosa lasciar vivere un vitello, un coniglio, un capretto o spaccagli il cuore con un coltello? E’ forse la stessa cosa lasciare nel suo ambiente marino un’aragosta o gettarla viva nell’acqua bollente? Rispettare la scelta di chi mangia la carne è come rispettare l’idea di chi giustifica lo schiavismo, il razzismo, la tortura o la pena di morte. Se in gioco vi fosse la vita di una persona a noi cara certo non saremmo così concilianti verso il rispetto delle idee altrui.
La carne è un falso apportatore di energia. La carne agisce sul sistema nervoso come un eccitante che genera dipendenza e, specialmente nel bambino, induce irrequietezza ed aggressività perché causa caduta del tasso di calcio. Per digerire un pasto a base di carne c’è un dispendio di energie pari a
I cibi ad alto contenuto proteico, di provenienza animale, apportano notevoli quantità di tiroxina, dopamina e noradrenalina e carenza di triptofano e serotonina, con conseguente disposizione alla competizione, alla lotta, a comportamenti aggressivi, autoritari e violenti. Dalla demolizione delle proteine animali si ha la liberazione di alcuni aminoacidi, a partire dai quali si formano importanti neurotrasmettitori, che generano aggressività, come
Diventa un sacrificio solo per coloro che vedono in questa scelta la rinuncia ad un piacere. Ma la consapevolezza di risparmiare sofferenza e dolore a migliaia di vittime innocenti, che sono in grado di soffrire e temere la morte, che con il nostro cibo non abbiamo contribuito all’inquinamento dell’ambiente, alla distruzione delle foreste e alla fame nel mondo ricompensa ogni improbabile rinuncia. Inoltre la cucina vegetariana è molto più ricca, buona, nutriente, salutare e varia di quella convenzionale.
“Gli animali si moltiplicherebbero a dismisura”
Più si alleva e più si massacra. Gli animali che vengono sistematicamente uccisi non sono quelli allo stato naturale, ma quelli d’allevamento. La natura non ha bisogno della violenza della specie umana, per conservare il suo ordine ed il suo equilibrio tra le specie. Nessuna specie può svilupparsi in modo esponenziale: superato il limite consentito meccanismi naturali fanno diminuire i suoi componenti.
Non fare al altri (uomini ed animali) ciò che non vorresti ti fosse fatto, questa è la legge dell’amore universale, comune a tutte le grandi dottrine teologiche e filosofie di ogni tempo e paese. Il rispetto per un animale non può dipendere dalla sua mole fisica, altrimenti un elefante avrebbe più diritto dell’uomo ad essere rispettato: è la vita, presente in ogni creatura, che dà valore ad ogni essere vivente. L’uomo non ha alcun diritto di uccidere un altro animale, a meno che questo non minacci direttamente la sua vita. Nell’universo c’è posto per tutti. E’ più saggio e più giusto evitare di essere molestati, piuttosto che dover uccidere un animale. Tutto ciò che esiste, risponde ad un piano preciso ed ha una sua armonia. Disprezzare e uccidere un animale, ritenuto fastidioso, significa disconoscere l’ordine del Creato. Il livello di rispetto degli uomini nei confronto degli animali, dipende dal grado evolutivo della coscienza e dall’intelligenza dell’individuo. Più è vasta e profonda la sensibilità di un individuo e più ingloba nel suo amore tutti gli esseri.
La vera evoluzione umana è quella morale e spirituale. Sacrificando gli animali per egoismo, l’uomo preclude a se stesso la vera evoluzione. Una società che non esita a sterminare milioni di animali, che brucia le foreste per gli allevamenti o per le monocolture delle industrie agroalimentari; una società che sacrifica 300 milioni di animali all’anno, per sperimentare i suoi prodotti farmaceutici e le armi di distruzione, è una società senza valori morali ma che paga il suo tributo con la violenza, la disperazione individuale, la fame,
“L’uomo non rispetta neppure il suo simile…”
E’ proprio l’abitudine a sfruttare, a violentare il diverso, a considerare legittima la sofferenza e l’uccisione degli animali, a non dar valore alla vita degli altri esseri, ad essere indifferenti al loro dolore, a disprezzare il valore delle diversità, ciò che preclude all’uomo lo sviluppo di quelle qualità morali e spirituali che possono consentirgli di rispettare il suo stesso simile e di realizzare un mondo migliore. Come potrebbe l’uomo nuocere al suo simile se fosse educato alla dolcezza verso ogni essere vivente?
“Anche la pianta soffre”
Questo vuol dire che se la pianta soffre quando viene tagliata è inutile avere pietà degli animali? In realtà spesso chi non vuole fare il suo dovere tira in ballo la violenza naturale. La sensibilità dei vegetali fu studiata dallo studioso indiano Jagadish Chandra Bose ed accertata poi sperimentalmente mediante elettrodi collegati alla pianta. Per questo dobbiamo rispettare non solo gli animali, ma anche le piante, perché tutto ciò che vive, vuole vivere e non morire. Senza la capacità di accusare il dolore ogni essere vivente si lascerebbe uccidere, senza reagire. Non si può porre sulla stessa bilancia la vita del cavolfiore con quella della mucca: sarebbe come considerare uno schiaffo alla stessa stregua di un massacro. C’è una differenza notevole tra la sofferenza di una lattuga, che viene recisa e quella di un cavallo, che viene ucciso: il cavallo, la mucca, il maiale ecc. hanno i nostri stessi meccanismi fisici, chimici e biologici, i nostri stessi ricettori del dolore, per questo uccidere un animale è come uccidere un uomo.“Ma allora dobbiamo vivere d’aria”? Niente affatto! Dobbiamo nutrirci secondo la nostra vera natura di esseri fruttariani, cioè dei frutti della pianta, non della pianta, di semi e cereali, solo in questo modo la nostra alimentazione è eticamente compatibile e nello steso tempo conforme alle nostre vere esigenze chimico-biologiche-energetiche del nostro organismo.
I vegani non si nutrono di piante, ma del frutto della pianta e godono ottima salute. In realtà, basta escludere dalla propria dieta i cespi di insalata, i finocchi, il cavolfiore, la verza ecc. per essere coerenti nella scelta della non violenza. Il pomodoro, le melanzane, i peperoni, il carciofo e tutta la frutta, non sono la pianta, ma il frutto della pianta, di cui si nutrono i veganiani. Esserne consapevoli è diverso dall’essere indifferenti alla sofferenza ed alla morte di altre creature. Esiste una scala di valori che la morale ci impone di rispettare. Il rispetto per la vita dipende dal livello spirituale raggiunto dall’individuo, dalla capacità di percepire e condividere il dolore dell’altro, chiunque esso sia, uomini, animali o piante. Ci sono persone insensibili e crudeli, che percepiscono solo il proprio dolore e ci sono persone che, oltre al proprio dolore, percepiscono e condividono anche il dolore degli altri, umani e non umani.
“Ci sono problemi più importanti”
La cosa più pressante per la nostra società e che gli esseri umani abbiano una coscienza più sensibile e giusta, più capace di condividere le esigenze vitali dell’altro: allora tutti i problemi svaniranno. Il problema più importante dell’animale è conservare la propria vita e sfuggire alla reclusione, alla tortura e all’uccisione da parte dell’uomo. C’è forse un problema più pressante e drammatico della vita di miliardi di esseri innocenti, che ogni giorno vengono uccisi? Certo l’interesse del boia non coincide con quello della vittima. Rimandare il rispetto degli animali a quando saranno risolti i problemi umani significa infischiarsene dell’inferno a cui l’uomo li ha condannati. Ma tutto è interconnesso: le guerre ci saranno finché ci sarà gente disposta ad uccidere e finché ci saranno i mattatoi vi saranno le guerre, le malattie umane, la fame nel mondo.
Considerare giusta tale legge significa accettare di buon grado i soprusi, le violenze e le ingiustizie di chi è più forte di noi. La legge del più forte va bene quando i deboli sono gli altri. Se fossimo noi la preda considereremmo ingiusta questa legge. Se degli extraterrestri che ci trattassero come noi trattiamo gli animali; se allevassero noi e i nostri figli per divorarci; se costringessero le nostre donne a partorire, perché avidi del loro latte e delle tenere carni dei nostri bambini; se ci torturassero, per sperimentare su di noi le loro armi e le loro medicine; se ci costringessero a ucciderci a vicenda nelle arene per loro divertimento, allora non saremmo tanto propensi a giustificare la legge del più forte. Se ci comportiamo da tiranni verso chi consideriamo più in basso, come possiamo sperare nell’aiuto di chi sta più in alto di noi?
“L’uomo è superiore agli animali”
Cosa significa essere superiori? Avere capacità organizzative? Le capacità extrasensoriali di molti animali superano di gran lunga le qualità intellettive di ogni genio umano. Ammirevoli sono le dighe dei castori, le tele dei ragni tessitori, le organizzazioni sociali delle api o delle formiche. Se è l’intelligenza a rendere l’uomo superiore allora un computer, più di un essere umano, ha diritto al rispetto e alla vita. La vera superiorità sta solo nel bene che si può compiere, nella disposizione a condividere la condizione dell’altro, nella volontà di amare, non solo l’uomo, ma ogni essere vivente, nel capire che tutte le cose sono intimamente legate, come note della stessa sinfonia. L’uomo non è superiore agli animali, è solo diverso. E’ forse l’intelligenza a rendere l’essere umano una creatura speciale? Aristotele, Leonardo da Vinci, Einstein all’età di un anno non avevano pensieri più sublimi di quelli di un cane. Le capacità dei primati antropoidi non si trovano in persone artistiche o cerebrolese. In molti esperimenti è stata dimostrata la capacità di molti animali a compiere operazioni complesse: l’intelligenza manifestata è pari a quella di un bambino di 2-4-6 anni. Non vi sono esseri superiori o inferiori, ma diversi gli uni dagli altri, che si integrano e si compensano. Per la conservazione della vita sul pianeta, la scomparsa degli insetti non sarebbe meno grave della scomparsa dell’uomo.
“Gli animali non capiscono, non soffrono”
Quando non si vuole accusare sensi di colpa ci si convince che la vittima non è in grado di soffrire. La stessa convinzione sostenuta per millenni nei confronti degli schiavi. Affermare che gli animali non siano in grado di percepire il dolore, l’angoscia della morte, la sofferenza emozionale significa negare la realtà della vita. La sofferenza è ciò che accomuna tutti gli esseri: la percezione del dolore serve a spingere ogni essere vivente a fuggire la morte e a conservare se stesso, altrimenti la vita si spegnerebbe nell’universo. Gli animali sono creature semplici: si lasciano, come bambini, condurre al patibolo perché non riescono a capire che l’essere umano, animale non predatore, possa ucciderli. Le urla di terrore degli animali durante la macellazione, il loro tremore e spesso il loro pianto disperato, pesano come macigni sulla coscienza collettiva. Ma gli uomini preferiscono ignorare le somiglianze con gli animali, per paura di dover concedere loro dei diritti e dover rinunciare al loro sfruttamento e al “vantaggio” economico che ne deriva.
“Anche gli animali si aggrediscono tra di loro”
E’ come se la razza bianca giustificasse i suoi massacri a danno dei neri, per il fatto che questi usano aggredirsi tra di loro. L’uomo usa violenza agli animali perché si sente superiore, ma si comporta peggio degli stessi, dal momento che non agisce per necessità di sostentamento, a differenza degli animali che si aggrediscono solo per motivi di sopravvivenza. L’animale fugge spontaneamente ogni pericolo e se avesse l’abbondanza del cibo di cui dispone l’essere umano sicuramente non aggredirebbe mai altri animali.
“Gli animali sono fatti per l’uomo”
Un tempo si credeva che gli schiavi erano fatti per i padroni, i deboli per i forti, i neri per i bianchi le donne per gli uomini. Secondo la cultura cattolica occidentale gli animali sono stati creati da Dio per le necessità dell’uomo. Questa concezione, però, non trova giustificazione né sul piano della logica, né su quella della giustizia divina. L’idea, più o meno diffusa, che gli animali siano “fatti per l’uomo” nasce dai brani biblici Gen.
“Gli animali non hanno un’anima”
Nessuno è in grado di dimostrare che l’uomo sia dotato di anima e gli animali no. L’anima è qualcosa di cui sono in possesso tutti gli esseri viventi oppure nessuno, altrimenti la sua presenza dovrebbe evidenziarsi in particolari attitudini dell’uomo, invece non solo ogni caratteristica umana è presente nel mondo animale ma facoltà eccezionali sono disseminate in ogni specie. Anche nei testi biblici il sostantivo pneuma è usato per indicare lo spirito degli uomini come quello degli animali. In Sap.II 23-26 troviamo: “Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.” In Gb.12,7-10: “Egli ha in mano l’anima di ogni vivente ed il soffio di ogni carne umana”. “Se Egli richiamasse il suo spirito e a se ritornasse il suo soffio ogni carne morirebbe all’istante”: Gb. 34,14. “Dio, Dio degli spiriti di ogni essere vivente”: Num. 16,22. San Bernardo chiama “spirito” l’anima degli animali. Anche S. Giovanni Crisostomo parla dell’immortalità dell’anima degli animali, mentre S. Giustino afferma che l’anima dell’uomo appartiene alla stessa natura di quella del cavallo e dell’asino. Diceva Montaigne : “La presunzione è la nostra malattia originaria. La più calamitosa e la più fragile delle creature è la più orgogliosa. E’ per vanità che egli si uguaglia a Dio, si attribuisce prerogative divine e separa se stesso dalla folla dei viventi”.
“Solo l’uomo è ad immagine di Dio”
Cosa significa essere ad immagine di Dio se non capacità di libero arbitrio? Gli animali non decidono forse delle loro azioni? Se essere ad immagine di Dio significa vivere in armonia con l’ordine naturale della vita, allora una farfalla più dell’uomo è ad immagine di Dio. L’uomo è forse ad immagine di Dio perché capace di comporre sinfonie, costruire grattacieli o di far funzionare un computer? Ogni specie elabora i processi utili al suo sviluppo integrale. Al cavallo non serve scrivere libri, come all’uccello non serve saper dipingere. L’uomo sa fare questo, ma non sa fare ciò che fanno molti animali e nessuno è superiore o inferiore ad altri. La diversità delle cose ci fa capire che l’esistenza di ognuno dipende dall’armonica coesistenza con il tutto.
“Anche Gesù mangiava il pesce”
E’ probabile, ma erano altri tempi, tempi di grande fame, miseria, olocausti, crocifissioni, schiavitù. Nulla di ciò che viene insegnato e tramandato ha valore imperituro, altrimenti non vi sarebbe evoluzione. Il solo episodio in cui Gesù mangia del pesce arrostito, per dimostrare agli apostoli increduli della sua resurrezione, è riportato da Luca il quale ha scritto il vangelo su indicazioni di S. Paolo: ma nessuno dei due erano presenti all’evento. I cronisti del tempo, della prima tradizione cristiana (S. Girolamo, S. Benedetto, Tertulliano, Eusebio, Plinio, Papas, Cipriano, Pantano ecc.) asserivano che Gesù e gli Apostoli non solo insegnavano misericordia per gli animali, ma che erano vegetariani come molte sette religiose del tempo come gli Ebioniti, i Nazorei, i Terapeuti, gli Gnostici, i Montanisti ed altri. Si presume poi che i vangeli siano stati in parte manomessi, prima, nel tempo di Costantino, più tardi, da Gregorio VII ed infine da Sisto V. Sia i vangeli apocrifi che gli scritti originali dell’antica cristianità indicano chiaramente che il consumo di carne non era permesso fino al 4° secolo. Anche le pergamene del Mar Morto, scoperte del 1947 sono chiaramente a favore del vegetarismo. In queste Gesù dice: “Siate compassionevoli non solo verso i vostri simili ma verso tutte le creature poste sotto la vostra tutela. Sono venuto a porre fine ai sacrifici e ai banchetti di sangue e se non smetterete di offrire e di mangiare carne l’ira divina non si allontanerà da voi. Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti”? Nel Vangelo Esseno della Pace Gesù dice: “Colui che uccide, uccide suo fratello… e colui che mangia la carne degli animali abbattuti mangia un corpo di morte. Io vi chiederò di ogni animale ucciso come pure vi chiederò delle anime di tutti gli uomini uccisi.”. S. Girolamo dice: “Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare la carne”. S. Pietro: ”Il consumo innaturale di carne è contaminante quanto la pagana adorazione dei demoni”. Porfirio: “Gesù ci ha portato il cibo divino, il cibo carneo è nutrimento per demoni”. S. Ambrogio: “La carne fa cadere anche le aquile che volano”. Inoltre Gesù ha istituito l’Eucaristia con il pane e il vino, non con la carne e il vino e vuole ristabilire l’antica alleanza con Dio, prima del Peccato originale, in cui gli uomini, nel Paradiso terrestre, erano vegetariani. Cristo fosse stato indifferente al dolore egli animali allora sarebbe legittimo dubitare che fosse il Figlio di Dio dal momento che altri grandi Iniziati, pur non essendo di origine divina, hanno dimostrato amore e compassione per gli uomini come per gli animali.
“Le vostre argomentazioni sono estremiste”
Che cosa mangiano i vegetariani?
Alimentarsi in modo vegetariano non richiede affatto essere a conoscenza del valore nutrizionale degli alimenti, saper calcolare le calorie, il quantitativo proteico, dei minerali o delle vitamine necessarie: nessuna specie animale ha bisogno che qualcuno gli insegni cosa, come e quando mangiare. Chi suggerisce di rivolgersi a dei nutrizionisti probabilmente vuole sostituirsi al medico. Nella filosofia vegetariana non è importante ciò che si mangia ma ciò che si esclude dalla propria dieta, cioè tutti quei prodotti incompatibili con la nostra natura di esseri frugivori come carne, pesce, latte, latticini formaggi e uova e consumare semplicemente tutto ciò che offre il mondo vegetale, possibilmente prodotti locali, biologici e di stagione. Naturalmente ognuno avrà il buon senso di non consumare un solo tipo di alimento, se non altro per variare il gusto ed evitare
Marcello Pamio - 4 maggio 2011
Il mondo civile esulta. Nelle principali città statunitensi, le persone invadono le strade per festeggiare, ma attenzione perché non è il capodanno ebraico (appena passato), ma si brinda alla morte del capo di al Qaeda: il pericolosissimo Osama bin Laden.
Siamo finalmente giunti al capolinea: bin Laden è stato ucciso in un raid degli Usa in Pakistan.
Ufficialmente la fine drammatica dopo una lunghissima caccia al regista principale degli attentati dell’11 settembre 2011 negli Stati Uniti.
I leader di tutto il mondo hanno salutato con favore la sua morte, ma l’euforia è compensata dal timore di ritorsioni e dall’ammonimento di una rinnovata vigilanza contro eventuali attacchi.
Addirittura il democratico presidente Usa, Barak Obama, oggi ha detto che “questo è un buon giorno per l’America”. “Il nostro paese ha mantenuto il suo impegno affinché fosse fatta giustizia. Il mondo è più al sicuro, è un posto migliore dopo la morte di Osama bin Laden”.
Viene da chiedersi, dove il criminale patentato, l’uomo più ricercato nel pianeta, ha passato gli ultimi anni della sua vita. Forse in qualche caverna segreta del Pakistan? Oppure in qualche grotta dell’Afghanistan? Macché, i funzionari Usa hanno detto che bin Laden è stato trovato in una villa da un milione di dollari a circa
Sempre fonti ufficiali dicono che dopo 40 minuti di combattimenti, bin Laden è stato ucciso assieme ad altre persone.
Un commando di incursori della Marina, i mitici Navy Seals, si sono calati dagli elicotteri direttamente sopra il tetto della casa di bin Laden nella capitale del Pakistan.
Un alto funzionario alla sicurezza americano ha specificato alla Reuters, che è stata “un’operazione per uccidere”, sottolineando però che “se avesse sventolato la bandiera bianca della resa sarebbe rimasto vivo”.
E’ alquanto difficile immaginare bin Laden mentre sventola una bandiera bianca!
L’attuale direttore della C.I.A., Leon Panetta ha detto che sicuramente al Qaeda cercherà di vendicare l’uccisione di bin Laden. Non si capisce bene se la sua è una profezia oppure una minaccia!
“I terroristi - continua Leon Panetta - quasi certamente cercheranno di vendicarlo, e noi dobbiamo, e lo faremo, restare vigili e risoluti”.
Quindi non c’è nulla da festeggiare, anzi. La morte del leader storico e indiscusso di al-Qaeda, è l’inizio della vera guerra.
La cosa che però fa veramente sorridere è stata la sepoltura di bin Laden secondo il rito islamico.
Bin Laden infatti sarebbe stato sepolto in mare dal ponte di una portaerei americana nel nord del mar Arabico dopo essere stato lavato secondo i costumi islamici ed aver ricevuto un funerale religioso.
Il suo corpo prima è stato lavato e avvolto in un lenzuolo bianco e poi un ufficiale ha letto un testo religioso tradotto in arabo da un interprete. Dopo la lettura, il corpo è stato posto su una tavola piatta, ribaltato, e calato in mare, ha detto un funzionario americano.
Possiamo immaginare un comportamento più bello e democratico di questo?
Lo stavano cercando (vivo o morto) da numerosi anni e una volta ucciso il suo funerale sembra quello di un capo di Stato?
Il governo degli Stati Uniti, invece di sbrodolarsi e gongolarsi davanti al mondo intero, facendo semplicemente vedere il corpo privo di vita, preferiscono, in nome della religione farlo sparire nel mare? Ma possiamo veramente credere ad una simile idiozia?
Siamo così inebetiti che possono raccontarci simili favole? Forse qualcuno ai piani alti, pensa proprio di sì!
Ma anche loro per ebetaggine non scherzano, perché stando all’imam di Napoli, Yasin Gentile: “seppellire un corpo in alto mare, come è accaduto,non è una procedura rispettosa dei precetti dell’Islam che prevede una ritualità precisa”. “La decisione degli americani contrasta con i principi della sharia”, ha detto il membro del Comitato dei ricercatori dell’istituto del Cairo!
Quindi la scusante religiosa è assurda due volte.
E’ bene specificare che Bin Laden non era ricercato per gli attentati dell’11 settembre 2001, dove sono morte oltre tremila persone, come invece viene affermato dal governo centrale.
Questo è il motivo per cui nel sito ufficiale del F.B.I. c’era una taglia di 25 milioni di dollari sulla sua testa, ma dell’attacco alle Torri Gemelle di New York nessun accenno.
Come mai l’Ufficio Federale non associa bin Laden al World Trade Center?
Forse perché non hanno le prove che l’attentato è stato organizzato dal gruppo fantomatico chiamato al-Qaeda?
Se non è stato il terrorismo islamico internazionale chi ha potuto eludere con aerei di linea, la difesa più potente e gli spazi aerei più impenetrabili del mondo? Demolendo tre torri e bucando il Pentagono?
Ricordiamo infatti che bin Laden, è stato un uomo della C.I.A.: creato, istruito e finanziato dai servizi segreti statunitensi per scopi geostrategici e geopolitici.
La stessa cosa è avvenuta con moltissimi dittatori criminali sparsi nel mondo, uno per tutti, Saddam Hussein: prima pagato e armato per combattere la guerra fratricida contro l’Iran dal 1980 al 1988, poi diventato nemico da impiccare.
Come molti analisti hanno denunciato da anni, bin Laden molto probabilmente sarebbe morto anni fa, e mantenuto in vita tramite messaggi audio, video totalmente falsificati, per dare il messaggio al mondo che il pericolo è sempre in agguato, che il terrorista è sempre pronto ad attaccare.
Ufficialmente dicono di avere il suo dna che confermerebbe essere appunto bin Laden. A parte il fatto che dopo un giorno avere già un esame completo del dna è alquanto miracoloso, ma si sa che i laboratori militari sono abituati ai miracoli. Il punto è un altro, perché pochi ricordano che il miliardario saudita è stato curato diverse volte da medici americani, come per esempio nell’ospedale militare americano a Dubai, nel luglio 2001? Ecco il dna!
L’ultima falsificazione in ordine cronologico, direi vergognosa ed eclatante, è proprio l’uccisione mediatica di bin Laden.
La foto del corpo esanime di bin Laden, circolata subito dopo, è stata smentita, per ovvie ragioni e non serve essere un esperto di grafica computerizzata per smascherare l’evidente fotomontaggio. Si tratta dell’ennesimo falso clamoroso, una foto ritoccata dagli analisti del settore con montaggi, prendendo pezzi da altre foto, parti di testa di altre persone e in cui si vedono zone sgranate e sfocate come occhi e orecchio sinistro. Per non parlare del corpo che si vede sotto la barba, che sembra essere aggiunto a posteriori.
Altre foto stanno spuntando in rete, tutte ovviamente rigorosamente false.
Con le foto agghiaccianti che circolano nel web sulle varie guerre criminali, sulle violenze dei soldati statunitensi in Iraq, Afghanistan e Guantamamo, queste immagini sono così tremende che non sanno se darle oppure no in pasto ai giornalisti? Giornalisti-squalo che stanno pubblicando in questi giorni articoli a dir poco vergognosi.
Ma state tranquilli perché “alla fine - dice il capo della Cia, Panetta - una foto verrà diffusa”. Stanno forse aspettando che arrivi un esperto serio in fotoritocco computerizzato?
L’unica cosa certa è che ufficialmente e mediaticamente, Osama bin Laden non serviva più da “vivo”, anche se probabilmente era morto da tempo.
Questo un po’ preoccupa, perché se la sua ibernazione mediatica è finita, certamente ci saranno altre cose in serbo per noi tutti che prenderanno il suo posto…