Il destino cinico e baro continua ad accanirsi sui Mastella’s. Stavano quasi riuscendo a rifarsi una verginità sulla pelle di Cristiano Di Pietro, a suon di interviste compiacenti. Ma proprio sul più bello è giunta notizia delle dimissioni di Di Pietro jr. dall’IdV per un paio di semplici raccomandazioni: un gesto di grande dignità, che infatti in Italia non fa mai nessuno, nemmeno se l’arrestano. Ieri il Giornale raccoglieva le lamentazioni di Elio Mastella, che si presenta come un umile metalmeccanico finito nel «terribile tritacarne mediatico» e tiene a distinguersi da Cristiano: «Mai avuto raccomandazioni, mai provato a far carriera nel partito di papà, che è uno dei politici meno familisti». Infatti Sandra, moglie di Clemente, presiede il consiglio regionale campano. Il cognato Pasquale Giuditta era deputato. Il consuocero Carlo Camilleri era capo del consorzio del Sele. L’altro figlio, Pellegrino, era consulente del governo e assicuratore de Il Campanile, con moglie all’Agcom. Elio, il metallurgico della porta accanto, era responsabile della «Iside Nova» che organizzava eventi culturali a Benevento patrocinati dal consiglio regionale di mammà, mentre la fidanzata Roberta era leader dei giovani Udeur e consigliera regionale in Liguria, e l’ex fidanzata Manuela era praticante al Campanile. Elio e Pellegrino acquistarono 4 alloggi più la sede romana del Campanile a prezzi stracciati e ora pagano una super-rata mensile di 6700 euro, alla portata di ogni metalmeccanico. Meno male che papà non è familista, sennò metteva a carico dello Stato anche la colf e la gatta.
Quando spesso si reca nei supermercati per acquistare un prodotto, dopo averne visto la pubblicità in televisione, ogni cittadino italiano che procede all’acquisto si accorge chiaramente che tra spot pubblicitario e prodotto acquistato c’è attinenza.
Sarebbe inopportuno e commercialmente deleterio per un’azienda disattendere la promessa pubblicitaria fatta sul grande schermo.
In altre parole sarebbe una truffa.
Per una certa politica invece bisognerebbe utilizzare un’avvertenza: “ Attenzione pubblicità ingannevole”.
Quello sulla sicurezza è sicuramente un decreto-inganno, un provvedimento che non soddisfa assolutamente le promesse fatte in campagna elettorale e che produce tra le forze dell’ordine solo malumori e disservizio, e tutto a danno dei cittadini.
Negli ultimi tempi, a fronte di un decreto che risulta evidentemente insufficiente per numero di risorse, i sindacati di polizia sono più volte scesi in piazza palesemente oscurati da un’informazione imbavagliata e tutt’altro che plurale.
Il cattivo Romano Prodi aveva stanziato per i lavoratori del comparto sicurezza 200 milioni di euro, l’attuale governo ne ha stanziati 14 milioni.
Il paragone è presto fatto.
Dividiamo poi la somma stanziata per circa 450.000 operatori delle forze dell’ordine ed il risultato è molto chiaro.
A questo punto l’unica cosa che rimane da dire è che questo governo ha disatteso in pieno le promesse fatte in campagna elettorale sulla sicurezza.
Non lo dice un fazioso, lo dice il risultato della divisione matematica tra importo stanziato e numero dei beneficiari.
200.000.000 € / 450.000= 444 € annui a fronte di un 14.000.000/ 450.000 = 31 € annui.
Chiaramente Silvio ci risponderà che non è vero.
Partendo da questo dato sarebbe ora importante capire perché, malgrado tutto, però molti appartenenti alle forze dell’ordine abbiano un orientamento politico di destra che verrà mantenuto anche dopo l’ennesima questa presa in giro.
La causa è solamente una : una la completa disattenzione della sinistra, in particolar modo quella comunista, al problema della sicurezza e una completa disattenzione ai problemi delle forze dell’ordine, tematica questa invece strumentalizzata sempre dalla destra.
A sinistra, quella comunista, la figura dell’operatore delle forze dell’ordine è sempre stata vista, erroneamente, come quella del gendarme che al servizio della borghesia imperante impediva la rivoluzione.
Questo atteggiamento lo ritroviamo anche in Marx.
Posizione completamente errata oggi ma giustificata all’epoca, quando era forte la repressione degli Stati nei confronti della dissidenza.
Anche oggi noto che la dissidenza non ha vita facile: la oscurano direttamente.
È più che opportuno cambiare strada.
Io preferisco partire dall’idea che una sana cultura investigativa e un sistema di sicurezza democratico e trasparente non possono che essere i maggiori garanti del contratto sociale, del patto tra cittadini e tra cittadini e Stato.
Dove c’è sana investigazione c’èdemocrazia, perché una sana investigazione garantisce delle Istituzioni trasparenti.
Un sistema trasparente poi non fa sconti a nessuno.
Ma anche dove c’è in circolazione la presenza di un ottimo giornalismo investigativo c’è trasparenza istituzionale.
Una spiccata e democratica cultura della sicurezza non può che essere un forte baluardo a difesa di uno Stato caratterizzato dal libero confronto tra le parti.
La sinistra italiana deve abbandonare le errate posizioni assunte a partire dal 1968 e guardare al problema della sicurezza in maniera non preconcetta e moderna.
Oggi la cosa che va da subito messa in chiaro è che la continua decretazione d’urgenza, in materia di sicurezza e forze dell’ordine, non può che continuare a rallentare e danneggiare un sistema che invece andrebbe riformato profondamente attraverso l’introduzione di una nuova cultura investigativa.
In questo il Partito Democratico deve assumere un ruolo nuovo e di peso sia a livello nazionale che locale.
Il G8 ha dimostrato , tra le tante cose, il dannoso distacco tra partiti di sinistra e forze dell’ordine, in maggioranza, allineate su posizioni di destra.
Ma la colpa è solo di quella elite di sinistra che ha sempre ritenuto il problema della sicurezza un problema di secondo piano.
Errore.
Il Partito Democratico deve essere maggiormente presente sulle tematiche della sicurezza e della legalità strappando alla destra il totale appropriarsi di questi temi.
Il Partito Democratico deve essere diverso soprattutto per cultura rispetto ai partiti di provenienza.
Evitiamo che dalle strizzatine d’occhio tra destra e forze di polizia si passi ad un pericoloso e definitivo abbraccio.
Il Partito Democratico oggi deve stare sul problema sicurezza con maggiore presenza e competenze, deve stabilire continui contatti con quel mondo fatto di donne e uomini che ogni giorno lavorano per la tutela dei cittadini.
Ancora non lo fa.
Adesso arrivo ad un punto che mi sta molto a cuore.
Il problema sicurezza a Monterotondo.
Per sgomberare subito il campo da eventuali false risposte, iniziamo con il dire:
Monterondo è cresciuta come numero di abitanti e quindi anche come numero di fatti illeciti, è un concetto semplicissimo, valido anche in assenza delle scienze statistiche.
Monterotondo e tutta la valle del Tevere è completamente sprovvista di un apparato di sicurezza compatibile con l’accresciuto numero di abitanti.
Monterotondo deve iniziare a dar vita a progetti importanti sulla sicurezza.
Sarebbe inaccettabile continuare a far parlare di sicurezza e legalità esponenti cittadini di piccoli partiti di destra.
Non affrontare il problema sicurezza, che chiaramente va affrontato con una cultura sociale di sinistra, significa non aver compreso quello che è successo a Genova nel 2001 e continuare a lasciare mano libera sulla tematica alla destra.
Sulla sicurezza va in via definitiva cambiata la mentalità d’approccio.
A questo punto, visto che stiamo entrando nel periodo delle primarie cittadine, vorrei fare una proposta .
Premessa
Sicurezza e legalità sono i massimi garanti del sistema democratico e promuovono istituzioni trasparenti, vero anche al contrario.
Sicurezza e legalità partono da una classe politica che ha come faro illuminante l’attenzione per la questione morale.
La legalità va promossa dalle Istituzioni in ogni strato della società attraverso progetti educativi che partano dalle prime classi scolastiche.
La sicurezza è un “soggetto”multidisciplinare e multifattoriale che ha come tema centrale l’importanza di una società sana, equilibrata .
La sicurezza parte dalla prevenzione del disagio sociale e procede con i controlli operati dalle forze dell’ordine.
I due aspetti procedono insieme e non possono essere scollegati, pena la inefficacia dei provvedimenti
La sicurezza non può essere affrontata solo dalle forze dell’ordine ma deve coinvolgere tutta la società civile.
La sicurezza ha tra i suoi temi fondamentali quello della riqualificazione sociale completa dei detenuti.
Di fondamentale importanza: un’importante parte di fatti delittuosi sono da attribuire non a delinquenza abituale bensì a comportamenti maturati all’interno di una fase di disagio giovanile.
Proposta
Coinvolgere il mondo della scuola sul tema della legalità e della sicurezza attraverso la promozione di percorsi educativi.
Promuovere la nascita di presidi sanitari all’interno delle scuole finalizzati alla prevenzione del disagio giovanile.
Implementare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio iniziando da subito a stabilire un fattivo rapporto di collaborazione che possa portare alla realizzazione nei prossimi cinque anni di :
1 - Commissariato della Polizia di Stato
2 - Compagnia della Guardia di Finanza
3 - Ufficio dei Vigili del Fuoco
Di fondamentale importanza sarà la riorganizzazione della Polizia Locale di Monterotondo attraverso la collaborazione con i rappresentanti della categoria e con gli operatori stessi.
Nascita di un Osservatorio Permanente sulla Sicurezza finalizzato alla prevenzione dei reati.
Tale osservatorio promuoverà la nascita di altri osservatori nei comuni limitrofi.
Promuovere la nascita di associazioni formate da cittadini stranieri con finalità di inclusione sociale e quindi di prevenzione del disagio da poter inserire all’interno dell’Osservatorio Permanente sulla Sicurezza.
Promuovere la nascita di un istituto di pena, carcere, che, attraverso la spinta propulsiva del comune, stabilirà uno stretto rapporto con l’imprenditoria locale, il tutto finalizzato alla realizzazione di efficienti percorsi riabilitativi per i detenuti.
Promuovere quindi con forza sul territorio il ruolo riabilitativo del carcere oggi ridotto solo a contenitore di persone.
8.Risulta assolutamente necessario avviare un progetto cheporti ad avere sul territorio un tribunale cittadino utile a risolvere le controversie oggi risolte presso il tribunale di Tivoli o presso la sezione distaccata di Castelnuovo di Porto.
La proposta è impegnativa ma il Partito Democratico deve portare avanti progetti impegnativi. Quando l’abbiamo fondato eravamo ambiziosi e lo siamo ancora.
A seguito di alcune domande poste da amici e conoscenti circa la mia sottoscrizione del documento di seguito allegato, ci tengo a precisare che il fatto di aver sottoscritto un documento nato nell’area cattolico-democratica del Partito Democratico di Monterotondo non mi può attribuire nessuna “patente” di cattolico.
Ci tengo a precisare che, pur non essendo cattolico, ho sottoscritto convintamene un documento che parla di rinnovamento e ricambio della classe politica cittadina.
Il fatto che sia stato presentato da persone di orientamento religioso cattolico per me non è stato assolutamente influente.
Sarebbe stato assurdo il contrario.
Necessario per me era il segnale di cambiamento e il documento va nella giusta direzione.
Lo scrivente pur essendo laico e non legato ad alcuna confessione religiosa ha visto nel documento politico sottoscritto incarnati i valori del Partito Democratico e la giusta strada da percorrere a livello politico in città.
La scelta di Mauro Alessandri rappresenta una scelta coraggiosa che da persona giovane e vogliosa di cambiamento mi sono sentito di appoggiare a prescindere dalle convizioni religiose delle persone che con me hanno firmato.
Ezio Cardarelli
DOCUMENTO POLITICO
Ormai prossimi alla scadenza della Consiliatura guidata dal Sindaco Antonino Lupi, è indifferibile avviare un confronto ampio ed articolato sugli scenari determinati dal naturale passaggio ad una nuova fase politico-ammininistrativa.
Noi tutti del Partito Democratico di Monterotondo, iscritti, dirigenti e simpatizzantiprovenienti dalla tradizione cattolico-democratica già rappresentata dalla fruttuosa esperienza della Margherita, arriviamo a questo appuntamento sereni e consapevoli degli ottimi risultati raggiunti negli ultimi dieci anni di governo cittadino, degli obbiettivida perseguire e dei metodi con i quali avviare un’ auspicabile nuova stagione che confermi il Centrosinistra alla guida della città, nel solco delle tradizioni e in linea con i programmi avviati in questi anni.
La costituzione del Partito Democratico a Monterotondo, che ha potuto contare anche sul nostro attivo e convinto contributo, ha rappresentato una straordinaria occasione di rinnovamento strutturale, ideale e di sostanza, rivelatosi, alla prova dei fatti,l’indicatore di una raggiuntasinergia con le forze provenienti dalla tradizione Democratica di Sinistra, con le quali condividiamo appieno valori, riferimenti e prospettive politiche.
Tale rinnovamento, inoltre, ha prodotto inedite forme di rappresentanza, arricchite dalla partecipazione e dal coinvolgimento di energie nuove anche in senso anagrafico.
Il metodo stesso adottato per individuare il candidato alla carica di Sindaco, quello delle primarie, testimonia una precisa scelta di rinnovamento politico-culturale, in grado di consentire “quell’ampio dibattito e quella condivisione delle scelte necessarie per rinnovare nel profondo la politica”, richiamato nel “preambolo” al Codice di autoregolamentazione per le Primarie del PD di Monterotondo.
Siamo perciò convinti che tali risultati rappresentino la migliore premessa verso le impegnative sfide che attendono il Partito e tutto il Centrosinistra nei prossimi mesi e in vista delle Elezioni amministrative del giugno 2009.
Coerenti con i nostri convincimenti e coi nostri propositi, certi di interpretare le aspettative di significativi settori dell’opinione pubblica cittadina, riteniamo fin d’ora opportuno definire una piattaforma politico-amministrativa e una proposta di candidatura alla carica di sindaco che meglio interpretino tali principi.
Pertanto :
1.Auspichiamo che alle elezioni amministrative del 2009 il Centrosinistra si presenti unito nel massimo schieramento possibile di forze antagoniste al Centrodestra, quindi esteso dall’UDC al Partito della Rifondazione Comunista, attraverso la condivisione di scelte programmatiche utili ad avviare un nuovo corso di governo cittadino che rifletta tutte le sensibilità e le idealità di cui è ricca Monterotondo.
2.Proponiamo che il necessario rinnovamento si manifesti in maniera concreta edevidente favorendo il coinvolgimento attivo e rappresentativo di nuove energie, in particolare giovani e donne, perché le assemblee elettive si arricchiscano culturalmente
dando finalmente ruolo protagonista anche ai fermenti delle nuove generazioni e alla finora troppo sommessa cultura ed esperienza femminile.
3.Riteniamo che il Partito Democratico, espressione della fruttuosa condivisione di valori di due diverse culture politiche di riferimento, debba avere la capacità di mettere in campo un progetto riconoscibile e coerente con tale vocazione.
E’ sulla base di tali principi, per noi irrinunciabili, che abbiamo intrapreso un percorso di confronto all’interno delle varie sensibilità emerse all’interno del PD locale.
La ricerca di un’identità di visione, operata con rispetto umano e politico nei confronti di tutti gli amici e compagni,ha portato a maturare la scelta di Mauro Alessandri quale candidato alle primarie che, a nostro avviso, meglio interpreta il nostro pensiero condiviso.
Tale candidato, pertanto, sarà da noi sostenuto con lealtà e secondo i principi fissati dal “Codice di autoregolamentazione per le Primarie del PD di Monterotondo”.
Monterotondo, Dicembre 2008
Firmatari:
Paolo Bracchi - Vicesindaco
Leone Tocci - CapogruppoPD in Consiglio comunale
Alberto Cataldi - Consigliere comunale PD
Enzo Di Feliciantonio – Segretario PD Circolo Centro
Franca Felicini - Componente dell’Assemblea provinciale PD
Antonio Di Silvestro - Componente Circolo Scalo
Iuna Leone - Componente Coordinamento cittadino
Carlo Giorgi -Componente Circolo Centro
Pamela Tifi - Componente Circolo Scalo
Eleni Nicolaou - Componente Circolo Centro
Ezio Cardarelli - Componente Circolo Centro
Emanuele Floridi - Assemblea Romana PD (ex Cons. com. Margherita Monterotondo)