Archivio di Gennaio 2009

30.000 SOLDATI COME CURA CONTRO LA CRISI ECONOMICA

27 Gennaio 2009

di Ezio Cardarelli

  

Continuare a credere che le crisi economiche siano casuali e che si manifestino senza che ci sia una reale programmazione di tempi e modalità da parte di qualche illuminato della tecno-finanza non credo sia più accettabile.

Sebbene io venga accusato di essere troppo legato all’elemento complottistico, elemento che rimane alle spalle della politica ufficiale ma che ne manovra determinate scelte di portata internazionale, rimango fortemente dell’idea che tuttavia  le crisi  giochino un ruolo molto importante e molto proficuo.

Quando non ci sono bisogna inventarle.

Quello che produrrà a breve questa crisi in Italia è un numero importante di posti di lavoro persi, situazione aggravata dalla impossibilità per la  maggior parte degli ex lavoratori di accedere agli ammortizzatori sociali.

La cassa integrazione sarà rivolta soprattutto ai lavoratori delle grandi aziende, Fiat e Alitalia, grazie al loro alto livello di sindacalizzazione.

Qualora i sindacati non dovessero ottenere forti risultati, laddove sono maggiormente presenti, sarebbe per loro l’anticamera della fine…e quindi otterranno dei risultati.

Per gli altri rimarrà solo la disoccupazione e una prospettiva lavorativa fuori dai confini nazionali.

Ecco qua che entra in ballo il falso problema sicurezza.

E da tempo ormai che si parla di sicurezza in termini allarmistici sponsorizzando attraverso una informazione ad hoc fatti di cronaca più o meno gravi.

Viene dipinta una realtà in cui i cittadini sono in mano a tanti delinquenti che hanno preso il controllo delle città.

Si invoca più legge, più poliziotti più presenza di gendarmi nelle strade e chiaramente si creano i falsi problemi dei rom e degli immigrati.

Poi arriva qualcuno e parla di 30.000 militari per rendere più sicure le strade italiane….e poi si parla della riforma della giustizia attaccando magistrati, intercettazioni telefoniche, nell’ottica di una giustizia sempre meno indipendente e sempre più da legare al potere politico.

Ma saranno poi veramente più sicure le strade con i militari?

A giudicare da quello che si sente in giro non sembrerebbe…la cosa assurda è che si dice che l’arrivo dei militari è stato positivo ma poi si mette l’accento sulla criticità della situazione sicurezza.

Onestamente la trovata dei militari è semplicemente ridicola ed una offesa alle intelligenze.

La soluzione per l’attuale governo è quella di aumentare il numero di militari.

Innanzitutto io invito ciascuno di voi a dirmi quale paese Europeo mette in strada l’esercito oltre l’Italia , poi mi viene da pensare che l’unico posto dove l’esercito ha presieduto le strade è l’Irlanda del Nord ai tempi dell’Ira.

Oggi lo fanno in medioriente e nei paesi in guerra.

La cosa che mi lascia triste poi è sentire chi è d’accordo con queste pseudo-soluzioni da cialtroneria militante.

Ci dovremmo arrabbiare e invece qualcuno è pure contento di vedere le giubbe militari per le strade delle nostre città.

Se non servono alla sicurezza, così sembrerebbe ascoltando i telegiornali che riportano gravissimi fatti di cronaca, allora a cosa servono?

I militari non servono per rendere più sicure le nostre strade, i militari serviranno contro le masse di disoccupati che protesteranno nelle strade italiane da qui a breve.

Quello è lo scopo della loro introduzione nel sistema sicurezza italiano.

L’impiego dei militari in città era già previsto in un piano Nato, vi rimando ad un articolo di Alberto Camuso da me pubblicato su questo blog il 30 Luglio di quest’anno, con la finalità di reprimere le sempre più numerose rivolte urbane dovute a scarso livello di integrazione culturale, disoccupazione, un’altissima crescita demografica nelle città.

A questo serviranno i militari…ad espugnare periferie arroventate da disoccupazione, disagio sociale e carenza abitativa.

La crisi della sicurezza nazionale avrà forti ripercussioni anche sul territorio di Monterotondo

25 Gennaio 2009

Vi rimando ad un illuminante articolo circa la sicurezza nazionale.

La crisi in cui versa e verserà la sicurezza nazionale avrà forti ripercussioni anche sul territorio di Monterotondo…e non dicano che non è vero!

IL GRANDE BLUFF

10 Gennaio 2009

Crolla il castello di carte del governo sulla percezione di sicurezza

immagine documentoUna recente indagine condotta dall’Espresso illustra come il problema della sicurezza, cavallo di Troia del governo Berlusconi, non è stato affatto risolto e che, anzi, i dati dimostrano come i risultati tanto sbandierati dalla destra sono un clamoroso bluff. La ricerca condotta da Gianluca di Feo ha evidenziato un aumento del numero degli stupri, delle rapine nei negozi e degli sbarchi di clandestini sulle coste italiane.

Allora come è possibile che l’opinione pubblica non sappia nulla? Molto semplice, è perché nessun organo di stampa, soprattutto la televisione, ne parla! Nessuno ad esempio dice che il flusso di miglioramento della lotta contro il crimine è iniziato durante il governo Prodi e che i dati sbandierati dal governo sono parziali perché riferiti solo al periodo 2007, uno tra gli anni peggiori della nostra Repubblica per numero di crimini come conseguenza del famigerato indulto.

A maggior ragione, non si mette in risalto che sono aumentati il numero degli sbarchi dei clandestini (36mila nel 2008) e delle violenze contro le donne che sono stati al centro delle recenti campagne elettorali e che hanno orientato, con la strategia della paura e dell’insicurezza, molti dei cosiddetti voti incerti o del populismo più facile.

Gli sbarchi aumentano a Natale, e i Tg parlano dei regali da mettere sotto l’albero. Ragazze vengono stuprate a feste di capodanno e i Tg si concentrano su zampone e cotechino in attesa dell’arrivo dei saldi.

C’è quindi un evidente discrasia tra sicurezza e percezione di sicurezza. E nel gioco delle parole il governo e la maggioranza sono indubbiamente maestri di comunicazione. Esempi lampanti vengono forniti dai dati sulle rapine. Il governo annuncia il crollo delle rapine in banca e se ne vanta. Ma non dichiara che il merito va dato soprattutto agli stessi istituti di credito che hanno inaugurato manovre molto sicure e più rigide per la prevenzione delle rapine. L’attenzione si concentra quindi solo sugli elementi positivi per le banche tralasciando di rimarcare che la criminalità, scoraggiata dagli insuccessi bancari, preferisce dedicarsi ad altri tipi di lucro criminale come le rapine negli uffici postali, nei supermercati e nei negozi. Sarà poi merito dei comunicatori quello di spostare nuovamente il bersaglio delle critiche su nuove vittime. Le rapine? Colpa degli extracomunitari rumeni! Ma i rumeni sono in Europa! Beh allora noi procediamo con le espulsioni.

Roma da pochi giorni è stata tappezzata di manifesti con la scritta “6218 espulsioni nel 2008” a firma Alleanza Nazionale. Alemanno, da un sondaggio Ipsos, guadagna 9 punti di percentuale grazie alla sua condotta nei giorni della piena del Tevere. Sembra chiaro che Roma sia una città più sicura, ma così non è e i dati dell’indagine dell’Espresso parlano chiari. È semplicemente un elemento di percezione. Le seimila espulsioni – se poi ci sono state davvero – fanno sentire più tranquillo chi ha bisogno di sentirselo dire, a prescindere se poi sono state effettive le espulsioni stesse. E poco importa se la città culla della “cultura” millenaria non investe affatto sulla “cultura”.

La stessa cosa succede a Milano dove a fronte del peggioramento di tutti i dati relativi alla criminalità, il sindaco Moratti preferisce utilizzare 600 militari dell’esercito per spalare la neve.

Insomma è solo una questione climatica e di visuale. C’è chi parla di bluff climatico, alla faccia di Al Gore e del surriscaldamento del pianeta. E c’è chi dimostra che sia la comunicazione di Berlusconi un grande bluff.