ELUANA ENGLARO: PROVE DI PRESIDENZIALISMO PER IL GOVERNO BERLUSCONI
14 Febbraio 2009
di Ezio Cardarelli
Ai colpi di teatro berlusconiani siamo tutti più o meno abituati, la politica delle veline ci viene da tempo ormai riproposta come verità assoluta da manuale di dottrina politica, il ministro Carfagna e la sua “capacità” politica, la farsa dei militari in strada, le ridicole affermazioni appena il “premier“ Gianni Letta si allontana un momento: eravamo abituati a tutto ma è tristemente cinico l’uso politico che è stato fatto della vicenda Englaro.
La prima stonatura che si può notare è da riferirsi al fatto che un politico che si definisce “per le Libertà”, a patto però che non lo si contraddica , il quale in passato ha sempre lasciato libertà di coscienza ai suoi parlamentari, oggi impone a tutti un decreto legge per salvare la vita di Eluana Englaro.
Ha forse cambiato la sua mentalità politica oppure si sta mostrando per quello che è, nella spasmodica ricerca della strada all’assolutismo berluscomico?
Innanzitutto credo che su questa strada il Governo sia stato condotto dalle pesanti pressioni “opusdeiche”…quelli che se un prete è pedofilo a Roma è meglio trasferirlo in America…povero Gino Girolimoni ingiustamente accusato!
Il tiranno politicoradiotelevisivo ha capito che lo stato e la politica non sono un’azienda e che quindi la filosofia del “Capo” funziona molto meno nella aule parlamentari rispetto alle luccicanti stanze di Cologno Monzese.
Come fare ad imporre scelte assurde condivise soltanto da lui, dalla sua baracca e da alcuni suoi burattini?
Il presidenzialismo come chiesa comanda attraverso la solita e immancabile dose d’inganno.
Allora malgrado i tempi ci fossero e la maggioranza di governo fosse salda nei numeri, ha fatto credere, a quelli che ci hanno creduto, che, con uno Stato in cui la figura del premier ha una maggior indipendenza nella manovra politica, si sarebbe potuto salvare una vita che invece “è stata assassinata”.
Non entrerò nella vicenda Englaro perché fortunatamente questo Paese ha persone decisamente migliori di chi oggi li rappresenta alla guida dell’attuale governo.
Con questa manovra si è cercato di dimostrare che l’Italia deve rivedere
Hanno utilizzato la triste vicenda personale della famiglia Englaro per inaccettabili finalità politiche.
Caro Signor Silvio Berlusconi, è ormai chiaro che a Lei la democrazia non piace, ed io per me non le avrei concesso nemmeno lo sbarramento al 4% alle prossime elezioni Europee, però sarebbe opportuno, per una sua tranquillità personale , che lei capisse che la Costituzione non sarà lei a cambiarla.
Stia pur tranquillo che non glielo concederemo.
Anche nella strategia politica mi sembra lei stia perdendo colpi diventando troppo prevedibile.
Le auguro di diventare al più presto uno Statista.
“Quousque tandem , Catilina , abutere patientia nostra?” avrebbe ripetuto oggi il buon vecchio Cicerone.
Difendiamo la nostra Costituzione.
Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.Marco Travaglio
