Archivio di Luglio 2009

PD, Lumia come Grillo

25 Luglio 2009


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di Benny Calasanzio - 25 luglio 2009

Secondo Marco Travaglio la cosa più divertente accaduta negli ultimi 10 anni è stata l’autocandidatura di Beppe Grillo alla segreteria del Partito Democratico.Forse si riferiva alle facce pallide e terrorizzate di Fassino & Co immersi tra commi e commetti per far fuori il pericolosissimo comico. Il Pd arroccato tra fogli e carte bollate per estromettere un comico; nemmeno Pio La Torre, uno che «ci vedeva lungo», si sarebbe potuto aspettare tanto dai suoi discepoli. Se Marco ha ragione, la seconda cosa più divertente del periodo è la candidatura del senatoreBeppe Lumia alla segreteria regionale del Partito Democratico siciliano. Certo non è lui a far ridere, ma quelli che gli stanno intorno e che pare in questi giorni stiano tentando di dissuaderlo, con decine di chiamate e messaggi anche da parte dei «mini (si tratta del Pd) big»: «Aspetta, pazienta, vediamo che possiamo fare, magari un ruolo nazionale». Beppe Lumia, ricorderete, era stato già condannato a morte da ProvenzanoNino Giuffrè, ex boss di Caccamo suo braccio destro, dopo l’arresto e il pentimento confessò: «Io e Provenzano volevamo uccidere Lumia perché era un martello pneumatico contro la mafia. Ho preso tempo e ho perso del tempo perchè era opportuno valutare se Lumia, che reputo una persona onestissima, avrebbe fatto più danni da morto o da vivo. Per la situazione in cui si trova Cosa nostra non potevamo permetterci un omicidio di questa portata senza calcolare le ripercussioni. Poi mi hanno arrestato ed eccomi qua». «Mi trovavo con Provenzano e con Benedetto Spera, sapevano tutti che io odiavo l’onorevole Lumia e che prima o poi ero intenzionato ad ucciderlo. Lo sapeva anche Provenzano. Allora un giorno mentre che eravamo assieme mi prende questo discorso di Lumia, c’ha girato bello bello attorno, fino a farmelo stabilire a me di ucciderlo. Ho fatto finta di non capire, mi faceva tanto comodo. Mi ha detto: però ti raccomando, senza premura, facciamo le cose per bene, meglio se un incidente, perché così fa un pochino, un pochino di rumore». Dopo queste parole anche i vertici del Pd si resero conto che uno stimato persino da cosa nostra per la sua incisività nella lotta alla mafia non poteva più fare il parlamentare, tantomeno in Commissione Antimafia, di cui era stato per errore efficiente presidente dal 2000 al 2001 e vice dal 2006 al 2008; proprio nel 2008, quindi, a poche ore dalla chiusura delle liste per le Politiche, Lumia viene lasciato fuori dal Senato: il Pd non lo candiderà. Se non una condanna a morte per uno che ha dedicato ogni sua cosa alla politica antimafia senza pensare all’elezione successiva, ci siamo vicini. Solo dopo una sollevazione popolare, Walter Weltroni decide di reintegrarlo per evitare di precipitare ancora più in basso, non certo per sensibilità, ci mancherebbe, non ce lo saremmo mai aspettati in effetti. Ora il senatore di Termini Imerese ha rotto gli indugi e ha annunciato la volontà di candidarsi alla segreteria regionale. Una scelta che ha sorbito più o meno l’effetto di quella di Grillo alla segreteria nazionale. L’etereo Francantonio Genovese, l’ex democristiano attualmente alla guida del Pd, dopo cinque-sei svenimenti carpiati ha deciso nel frattempo di inciuciare con l’Udc alla Regione piazzando un suo uomo alla presidenza della commissione Sanità nel governoLombardo. Genovese, che ad un mio articolo sulla presenza tra i parlamentari Pd dell’amico del mafioso Bevilaqua di Enna, Vladimiro Crisafulli, aveva risposto così: «io sono convinto che la politica debba occuparsi della politica e ritengo anche pericoloso quando questa mostri la volontà di voler uscire dai suoi ambiti per sostituirsi alla Magistratura e agli organi inquirenti al fine di accertare e punire in vece loro». No, non vi sbagliate, è lo stesso Genovese che è stato, assieme a Tonino RussoAngelo Capodicasa e Antonello Cracolici, uno dei protagonisti del collasso del Pd in Sicilia, che ha avuto l’apice nella candidatura e nella consecutiva sepoltura di Anna Finocchiaro alla presidenza della Regione Sicilia. Farà parte Beppe Lumia, come Grillo, di un movimento politico ostile? Varrà la sua tessera? Avrà pagato i 20 euro di iscrizione? Controllate, Lumia ha la faccia di uno che i venti euro li ha tenuti in tasca, estromettetelo, prima che possa cambiare veramente il Pd.

Strage di via D’Amelio: Palermo ricorda i suoi eroi

18 Luglio 2009

Il giudice Borsellino e la sua scortaPaolo Borsellino e i 5 agenti della scorta morivano il 19 luglio 1992 in via D’Amelio a Palermo. Anche quest’anno in occasione del 17esimo anniversario della loro morte sono molte le iniziative in loro ricordo.

Il documentarioProprio per restituire un nome e un volto ai cosiddetti “angeli della scorta”: uomini dello Stato morti per fare da scudo ad altri uomini dello Stato, la Rai ha prodotto un documentario.Presentato il 16 luglio in anteprima a Palermo, il film raccoglie testimonianze, ricordi e commenti sui 5 agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina morti per difendere Borsellino.C’è anche una testimonianza-ricordo dell’unico sopravvissuto Antonino Vullo: “sono stato investito da una nube caldissima” racconta “l’auto si è sollevata e si è spostata di qualche metro; non sapevo cosa fare… mi sono messo a correre”.Il documentario dal titolo “57 giorni a Palermo. La scorta di Borsellino” andrà in onda mercoledì 22 luglio su Raidue alle 23,30.Le iniziative nella provincia di PalermoIl Comune di Montelepre in provincia di Palermo, celebra l’anniversario, sabato18 luglio con la manifestazione “Un calcio alla mafia”, giunta alla seconda edizione e dedicata al magistrato Paolo Borsellino e agli uomini della scorta. Al centro sportivo “Don Puglisi” rappresentanti delle forze dell’ordine con due squadre: una composta da militari dell’Arma e un’altra dagli agenti della questura di Palermo, scendono in campo, nel pomeriggio, per disputare un torneo di calcio.Il 19 luglio, invece il Comune di Borgetto (Palermo) organizza una giornata dedicata alla memoria e alla legalità, per commemorare le vittime dell’eccidio di via D’Amelio. Il sindaco e l’intera giunta si riuniscono alle 10, per un momento di riflessione e di ricordo mentre alle 21, sulla piazza della chiesa madre, sarà proiettato il film i “Cento Passi”, pellicola sulla vita di Peppino Impastato assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, a Cinisi (Palermo).Il ricordoEra il 19 luglio 1992 quando una Fiat 126 parcheggiata in via D’Amelio a Palermo, con circa 100 kg di tritolo a bordo, esplode uccidendo Paolo Borsellino, Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, autista.”Lo scenario agghiacciante di autovetture in fiamme, di palazzi circostanti la via profondamente danneggiati dagli effetti della deflagrazione, non lasciava dubbi sulla spietata volontà omicida degli attentatori” ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando la strage, in aula a palazzo Madama alcuni gironi fa.Ora in via D’Amelio, luogo della strage, è stato piantato un ulivo in ricordo delle vittime.

L’Aquila abbandonata dal governo Berlusconi

18 Luglio 2009


Pronto a restituire la fascia tricolore al capo dello Stato per protesta
contro la normativa fiscale che impone la restituzione delle tasse sospese per il sisma

L’Aquila, l’ira del sindaco Cialente
“Il governo ci ha abbandonati”


L'Aquila, l'ira del sindaco Cialente

L’AQUILA - “Se devo essere lasciato in queste condizioni, dismetterò la fascia tricolore di sindaco e la restituirò al capo dello Stato, Giorgio Napolitano”. Il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialenti, è infuriato contro la normativa fiscale che impone ai residenti nei Comuni terremotati la restituzione al 100 per cento, a partire dal prossimo gennaio, delle tasse sospese fino a dicembre per il sisma. “Nel momento in cui il Paese, rappresentato dal governo, decide che L’Aquila è tornata in una situazione di normalità e, quindi, può pagare tranquillamente le tasse: nulla di più falso, qui siamo ancora fermi al 7-8 aprile mattina. Con questa situazione fiscale l’economia aquilana non può ripartire”. 

“Non possiamo farcela a pagare queste tasse a gennaio” ha più volte ripetuto Cialente. “Qui ci sono commercianti, artigiani, piccole imprese che non hanno un posto materiale dove lavorare. Figuriamoci se possono restituire un miliardo di euro in due anni. Non possiamo assolutamente farcela” ha ribadito. “E’ come prendere il sangue a una persona anemica. Forse non hanno capito che le uniche attività aperte in città sono i chioschetti che vendono arrosticini la sera”. 
Il sindaco ha anche sottolineato come “il G8 non ci abbia minimamente coinvolto, eppure abbiamo dimostrato una compostezza unica”. “Ora basta - ha esortato - invito tutti gli aquilani a mobilitarsi, altrimenti la città sarà destinata a morire”. 

Si unisce alla protesta anche il presidente della società L’Aquila rugby 1936, Giacomo Pasqua, che chiede una maggiore collaborazione per poter andare avanti. “Siamo stati costretti a emigrare nel Comune di Rocca di Mezzo perché non siamo riusciti a trovare un impianto sportivo ma soprattutto delle abitazioni in cui ospitare i nostri 60 atleti. Quello che voglio lanciare - ha proseguito - è un appello alle istituzioni, ai politici, agli imprenditori, alle società che stanno operando nella ricostruzione, affinché si possa restaurare una serie di rapporti commerciali sia per una visibilità degli stessi sponsor, per l’immagine della città, ma soprattutto per ottenere quella giusta serenità che consentirebbe alla società di arrivare alla meta della riconquista del palcoscenico italiano ed europeo”. 

Lunedì prossimo la Commissione congiunta di finanze e bilancio discuterà gli emendamenti presentati in Parlamento per modificare i parametri di restituzione degli oneri fiscali non versati. “Allo stato attuale - ha sostenuto il deputato Giovanni Lolli (Pd) - gli aquilani devono restituire il 100% delle tasse e degli oneri previdenziali in 24 rate a partire da gennaio. Ciò vuol dire che fra sei mesi i cittadini, oltre a tornare a pagare i mutui, dovranno versare tasse e oneri, con una maggiorazione di 23 milioni di euro al mese per gli arretrati, per un totale di 513 milioni di euro in più in due anni. E’ una zona franca al contrario”. 

Gli emendamenti presentati da Pd, Mpa, Udc e Idv chiedono invece un’ulteriore sospensione di sei mesi dei versamenti fiscali e una restituzione forfettizzata al 40% dopo dieci anni, con un regime simile a quello utilizzato per il terremoto in Umbria e nelle Marche. Sarà discusso anche un emendamento in proposito del deputato Marcello De Angelis (Pdl). 

(18 luglio 2009)

Silvio&Mafia

06 Luglio 2009


Mafia: Independent, Silvio Berlusconi in politica dopo minacce PDF Stampa E-mail

6 luglio 2009Londra.

Silvio Berlusconi sarebbe entrato in politica dopo le minacce subite da Cosa Nostra …… con la richiesta di mettere a disposizione della mafia una della sue reti televisive.E’ quanto scrive oggi il quotidiano britannico Independent citando il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia che ha detto al giornale: “Non solo credo che sia possibile che Berlusconi sia entrato in politica per questa ragione, credo sia probabile”. Il quotidiano britannico solleva l’ipotesi con riferimento alla lettera sequestrata fra le carte personali di Vito Ciancimino in cui compare Berlusconi e che la procura distrettuale antimafia di Palermo ha trasmesso ai giudici della Corte d’appello davanti ai quali si svolge il processo a Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo. “La mossa (dell’ingresso in politica di Berlusconi) - scrive il giornale - è spesso attribuita ai timori che politici di sinistra potessero nazionalizzare il suo impero televisivo. Ma le nuove rivelazioni delle minacce della Mafia fanno emergere altre ragioni: la protezione e la sicurezza offerte a chi ricopre alte cariche”. Nell’articolo dell’Independent si legge che, alla domanda sulle motivazioni dietro l’interesse di Cosa nostra per un canale televisivo, Ingroia ha affermato: “Credo che volessero un canale che screditasse i magistrati e le loro indagini”.ANSA

il Ddl dei golpisti

06 Luglio 2009


”2 luglio 2009” cambia la faccia di questo Paese PDF Stampa E-mail

di Norma Ferrara - 6 luglio 2009 

Dal ddl sicurezza alle mafie invisibili, tre giorni di lavoro, analisi e incontri nell’assemblea nazionale di Libera.Savignano 2009, l’assemblea nazionale di Libera, ha gli occhi dell’Italia che cammina, lavora, studia, s’informa, vive il territorio, 365 giorni l’anno.Savignano 2009 ha gli occhi di Rashid, cittadino del mondo e atleta che corre per il nostro Paese. Nel quartiere del Capo a Palermo, Rashid di origini marocchine ci è arrivato quando aveva 9 anni, oggi ne ha 33 e racconta come pochi anni dopo il suo arrivo sia riuscito a trovare  la legalità attraverso lo sport. Rashid  corre da quando aveva 12 anni ed è correndo che è scappato da quell’angolo di Palermo in cui al suo rientro la sera trovava sotto il portone di casa, spacciatori e mafiosi. Una storia di passione, grinta e libertà che ha portato questo ragazzo a rappresentare l’Italia alle olimpiadi di Sydney e in molte altre competizioni internazionali. Rashid oggi collabora con Libera a Palermo e con altre associazioni sportive cercando di far trovare ad altri giovani ragazzi/e dei quartieri di Palermo la strada per la legalità passando attraverso lo sport. Questa storia che intreccia migrazione, sport e cultura della legalità è una storia italiana di quella Italia che non si difende di fronte all’altro ma si apre trasformando le insicurezze di tutti in speranze. Oggi Rashid, infatti, è una speranza per i ragazzini dello Zen di Palermo, della Kalsa o di Brancaccio. Questa storia è una pagina della tre giorni che anche quest’anno ha riunito nel modenese i rappresentanti di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità aderenti a Libera.Il popolo di Libera cresce. Tre giorni intensi di dibattiti, incontri, di riflessioni stimolate da Don Luigi Ciotti, (riconfermato presidente per i prossimi tre anni) e da altri autorevoli relatori e amici di Libera (da Nando Dalla Chiesa a Gincarlo Caselli) che quest’anno analizzato il  tema “Il rumore delle coppole, il silenzio dei colletti”.  Mafie che provano ad inabissarsi, a rendersi invisibili nel Paese mentre aprono varchi nei settori chiave della società: dalla politica, all’economia, persino all’informazione. Una scelta strategica che ha moltiplicato il volume  di affari che queste producono e fanno circolare in giro per il mondo. Ma 365 giorni sono trascorsi dall’ultimo ritiro in terra emiliana e i tanti volti nuovi, freschi e attenti che hanno animato questo Savignano sono la rappresentazione concreta anche di numeri che Libera negli ultimi anni sta silenziosamente mettendo in fila, gli uni dietro gli altri, con coerenza, continuità e umiltà, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Sardegna alle Marche. Si moltiplicano infatti  le presenze, i volti, i nomi di pari passo alla nascita di presidi e coordinamenti in molti territori. Sono oltre 4300 le scuole coinvolte in percorsi di educazione alla legalità, 51 le università che collaborano con Libera, oltre 2500 le iniziative di formazione, oltre 50 soggetti istituzionali, del mondo delle cooperative associazioni coinvolti nelle cooperative di Libera Terra, 600 i familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3000 familiari, 41 Ong di oltre 26 paesi europei che fanno parte della rete internazionale di Libera.Il “2 luglio 2009” cambia la faccia di questo Paese. “Ma mentre tutto questo accade, mentre cresce Libera e questa coscienza di corresponsabilità – sottolinea il presidente di Libera Don Luigi Ciotti –  tutto intorno c’è una distanza, una frattura fra tutto il positivo del quotidiano e la direzione che il Paese sta seguendo”.  “Il 2 luglio 2009  è una data da non dimenticare – continua Don Ciotti– non dobbiamo dimenticare il giorno in cui il nostro Parlamento ha approvato una legge che stabilisce che i migranti per il solo fatto di essere nel nostro Paese commettono un reato. E’ la giornata più triste, più buia di questi ultimi anni in Italia”.Corruzione e mafizzazione nel Paese.  E’ con gli occhi dei referenti di Libera che custodiscono dolore e rabbia per queste scelte che si guarda al Paese in questa tre giorni parlando di corruzione, mafizzazione e giustizia in Italia con  Franco Cazzola dell’università di Firenze  e Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera. Ma anche di  Giustizia con Giacarlo Caselli e informazione con Roberto Morrione presidente delle fondazione Libera Informazione.Lombardia: la ‘ndrangheta si sta federando nella regione. Lo racconta a Savignano sul Panaro Vincenzo Macrì, magistrato calabrese che tempo fa definì “Milano la capitale della ndrangheta” dichiarando senza mezzi termini: “la ‘ndrangheta si sta “federando” in Lombardia per poter agire meglio e fare maggiori affari. Ancora informale la notizia del prossimo 21 marzo a Milano Libera lancia comunque il prossimo appuntamento invece già alle porte Contromafie 2009. “La seconda edizione degli Stati Generali dell’Antimafia si svolgeranno il prossimo 23, 24, 25 ottobre a Roma – dichiarano da Libera - sarà un grande appuntamento dell’antimafia civile e responsabile un momento di analisi, di lavoro, confronto, partecipazione, progettazione di tutte quelle realtà, che con ruoli e competenze diverse, a titolo diverso in questo Paese, ogni giorno, combattono le mafie”.