21 Giugno 2010

di Marcello Pamio - tratto da “Cancro SpA”

Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere: «Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale»[1]. 

«Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni - si chiese Luigi De Marchi - in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente? E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale. Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?”.[2]

Con quanto detto da Luigi De Marchi - confermato anche da autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia - si arriva alla sconvolgente conclusione che moltissime persone hanno (o avevano) uno o più tumori, ma non sanno (o sapevano) di averli. 

In questa specifica indagine autoptica (autopsie) fatta in Svizzera, ed eseguita su migliaia di persone morte in incidenti stradali (quindi non per malattia), è risultato qualcosa di sconvolgente:

- Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno; 

- Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata; 

- Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.[3]

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.

Nel corso della vita è infatti “normale” sviluppare tumori, e non a caso la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo.

Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente. 

Molti tumori regrediscono o rimangono incistati per lungo tempo quando la Vis Medicratix Naturae (la forza risanatrice che ogni essere vivente possiede) è libera di agire. 

Secondo la Medicina Omeopatica , la “Legge di Guarigione descrive il modo con cui tale forza vitale di ogni organismo reagisce alla malattia e ripristina la salute”.[4] 

Cosa succede alla Legge di Guarigione, al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male? 

E cosa succede all’organismo (e al Sistema Immunitario) quando viene fortemente debilitato dai farmaci?

Ulteriori dati poco conosciuti

Poco nota al grande pubblico è la vasta ricerca condotta per 23 anni dal prof. Hardin B. Jones, fisiologo dell’Università della California, e presentata nel 1975 al Congresso di cancerologia presso l’Università di Berkeley. Oltre a denunciare l’uso di statistiche falsate, egli prova che i malati di tumore che NON si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o almeno quanto coloro che ricevono queste terapie. [5] 

Il prof. Jones dimostra che le donne malate di cancro alla mammella che hanno rifiutato le terapie convenzionali mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.[6]

Un’altra ricerca pubblicata su The Lancet del 13/12/1975 (che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi), dimostra che la vita media di quelli trattati con chemioterapia è stata di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 120 giorni.[7]

Se queste ricerche sono veritiere, una persona malata di tumore ha statisticamente una percentuale maggiore di sopravvivenza se non segue i protocolli terapeutici ufficiali. 

Con questo non si vuole assolutamente spingere le persone a non farsi gli esami, gli screening e i trattamenti oncologici ufficiali, ma si vogliono fornire semplicemente, delle informazioni che normalmente vengono oscurate, censurate e che possono, proprio per questo, aiutare la scelta terapeutica di una persona. 

Ma ricordo che la scelta è sempre e solo individuale: ogni persona sana o malata che sia, deve assumersi la propria responsabilità, deve prendere in mano la propria vita. Dobbiamo smetterla di delegare il medico, lo specialista, il mago, il santone che sia, per questo o quel problema. 

Dobbiamo essere gli unici artefici della nostra salute e nessun altro deve poter decidere al posto nostro. 

Possiamo accettare dei consigli, quelli sì, ma niente più.

I pericoli della chemioterapia 

Il principio terapeutico della chemioterapia è semplice: si usano sostanze chimiche altamente tossiche per uccidere le cellule cancerose. 

Il concetto che sta alla base di questo ragionamento limitato e assolutamente materialista è che alcune cellule, a causa di fattori ambientali, genetici o virali, impazziscono iniziando a riprodursi caoticamente creando delle masse (neoplasie). 

La Medicina perciò tenta di annientare queste cellule con farmaci citotossici (cioè tossici per le cellule). Tuttavia, questa feroce azione mortale, non essendo in grado di distinguere le cellule sane da quelle neoplastiche (impazzite), cioè i tessuti tumorali da quelli sani, colpisce e distrugge l’intero organismo vivente. 

Ci hanno sempre insegnato che l’unica cura efficace per i tumori è proprio la chemioterapia, ma si sono dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire.

«Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie vene. L’infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse venuta a contatto con la sua pelle l’avrebbe bruciata. Non potei fare a meno di chiedermi: ‘Se precauzioni di questo genere sono richieste all’esterno, che diamine sta avvenendo nel mio organismo?’. Dalle 19 di quella sera vomitai alla grande per due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli, l’appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero una morta che camminava». 

[ Testimonianza di una malata di cancro al seno ]

Un malato di tumore viene certamente avvertito che la chemio gli provocherà (forse) nausea, (forse) vomito, che cadranno i capelli, ecc. 

Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta, si devono stringere i denti e firmare il consenso informato, cioè si sgrava l’Azienda Ospedaliera o la Clinica Privata da qualsiasi problema e responsabilità. 

Le precauzioni del personale infermieristico che manipolano le sostanze chemioterapiche appena lette nella testimonianza, non sono una invenzione. L’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati.

Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto che dopo la sua assunzione può causare: “Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni”.[8]

Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto che dopo la sua assunzione può causare: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.

In un altro documento, sempre del Ministero della Sanità (Dipartimento della Prevenzione – Commissione Oncologica Nazionale) dal titolo “Linee-guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario” (documento pubblicato dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano) c’è scritto: “Uno dei rischi rilevati nel settore sanitario è quello derivante dall’esposizione ai chemioterapici antiblastici. Tale rischio è riferibile sia agli operatori sanitari, che ai pazienti”. 

Qui si parla espressamente dei rischi per operatori e pazienti.

Il documento continua dicendo: “Nonostante numerosi chemioterapici antiblastici siano stati riconosciuti dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) e da altre autorevoli Agenzie internazionali come sostanze sicuramente cancerogene o probabilmente cancerogene per l’uomo, a queste sostanze non si applicano le norme del Titolo VII del D.lgs n. 626/94 ‘Protezione da agenti cancerogeni’. Infatti, trattandosi di farmaci, non sono sottoposti alle disposizioni previste dalla Direttiva 67/548/CEE e quindi non è loro attribuibile la menzione di R45 ‘Può provocare il cancro’ o la menzione R49 ‘Può provocare il cancro per inalazione’”.

Quindi queste sostanze, nonostante provochino il cancro, non possono essere etichettate come cancerogene (R45 e R49) semplicemente perché sono considerate “farmaci”.

Questa informazione è molto interessante. 

Andiamo avanti: “Nella tabella 1 [vedi sotto, ndA] è riportato un elenco, non esaustivo, dei chemioterapici antiblastici che sono stati classificati dalla IARC nel gruppo ‘cancerogeni certi per l’uomo’ e nel gruppo ‘cancerogeni probabili per l’uomo’. L’Agenzia è arrivata a queste definizioni prevalentemente attraverso la valutazione del rischio ‘secondo tumore’ che nei pazienti trattati con chemioterapici antiblastici può aumentare con l’aumento della sopravvivenza. Infatti, nei pazienti trattati per neoplasia è stato documentato lo sviluppo di tumori secondari non correlati con la patologia primitiva”.

 

Tabella 1 

Cancerogeni per l’uomo: Butanediolo dimetansulfonato (Myleran) - Ciclofosfamide - Clorambucil - 1(2-Cloretil)-3(4-metilcicloesil)-1-nitrosurea (Metil-CCNU) - Melphalan - MOPP (ed altre miscele contenenti alchilanti) - N,N-Bis-(2-cloroetil)-2-naftilamina (Clornafazina) - Tris(1-aziridinil)fosfinsolfuro (Tiotepa)

Probabilmente cancerogeni per l’uomo: Adriamicina - Aracitidina - 1(2-Cloroetil)-3-cicloesil-1nitrosurea (CCNU) - Mostarde azotate - Procarbarzina

Certamente si tratta di un elenco incompleto perché, sfogliando una trentina di bugiardini di chemioterapici, mancano diverse molecole cancerogene per ammissione stessa dei produttori. 

In conclusione, il documento sulle “linee guida” riporta alla voce “Smaltimento”: “Tutti i materiali residui dalle operazioni di manipolazione dei chemioterapici antiblastici (mezzi protettivi, telini assorbenti, bacinelle, garze, cotone, fiale, flaconi, siringhe, deflussori, raccordi) devono essere considerati rifiuti speciali ospedalieri. Quasi tutti i chemioterapici antiblastici sono sensibili al processo di termossidazione (incenerimento), per temperature intorno ai 1000-c La termossidazione, pur distruggendo la molecola principale della sostanza, può comunque dare origine a derivati di combustione che conservano attività mutagena. È pertanto preferibile effettuare un trattamento di inattivazione chimica (ipoclorito di sodio) prima di inviare il prodotto ad incenerimento. Le urine dei pazienti sottoposti ad instillazioni endovescicali dovrebbero essere inattivate prima dello smaltimento, in quanto contengono elevate concentrazioni di principio attivo”.

 

Queste sostanze, che vengono sistematicamente iniettate nei malati, anche se incenerite a 1000°C “conservano attività mutagena”.  

Ma che razza di sostanze chimiche sono mai queste? 

La spiegazione tra poche righe.

 

L’amara conclusione, che si evince dall’Istituto Superiore di Sanità, è che l’oncologia moderna per curare il cancro utilizza delle sostanze chimiche che sono cancerogene (provocano il cancro), mutagene (provocano mutazioni genetiche) e teratogene (provocano malformazioni nei discendenti). 

C’è qualcosa che non torna: perché ad una persona sofferente dal punto di vista fisico, psichico e morale, debilitata e sconvolta dalla malattia, vengono iniettate sostanze così tossiche? 

Questo apparente controsenso - se non si abbraccia l’idea che qualcuno ci sta coscientemente avvelenando - si spiega nella visione riduzionista e totalmente materialista che ha la Medicina , ma questo è un argomento che affronteremo più avanti.

In Appendice sono stati pubblicati alcuni degli effetti collaterali (scritti nei bugiardini dalle lobby chimico-farmaceutiche che li producono) di circa trenta farmaci chemioterapici. 

Uno per tutti: l’antineoplastico denominato Alkeran® (50 mg/10 ml: polvere e solvente per soluzione iniettabile che contiene come eccipiente: “acido cloridrico”) della GlaxoSmithKline. “Un alchilante analogo alla mostarda azotata”. Alchilante è un farmaco capace di combinarsi con gli elementi costitutivi della cellula provocandone la sua alterazione.[9] 

Dal bugiardino si evince che questa sostanza chimica (usata nei malati tumorali), oltre a provocare la leucemia acuta (“è leucemogeno nell’uomo”), causa difetti congeniti nella prole dei pazienti trattati. 

Alla voce “Eliminazione”, viene confermato quanto riportato sopra: “L’eliminazione di oggetti taglienti, quali aghi, siringhe, set di somministrazione e flaconi deve avvenire in contenitori rigidi etichettati con sigilli appropriati per il rischio. 

Il personale coinvolto nell’eliminazione (dell’Alkeran) deve adottare le precauzioni necessarie ed il materiale deve essere distrutto, se necessario, mediante incenerimento”. 

Incenerimento, come abbiamo letto prima, alla temperatura di 1000-1200 gradi!

La spiegazione è che queste sostanze sono analoghe alle “mostarde azotate”. 

Il sito del Ministero della Salute italiano, alla voce “Emergenze Sanitarie”, si esprime così: “Le mostarde azotate furono prodotte per la prima volta negli anni ’20 e ’30 come potenziali armi chimiche. Si tratta di agenti vescicatori simili alle mostarde solforate che si presentano in diverse forme e possono emanare un odore di pesce, sapone o frutta. Sono note anche con la rispettiva designazione militare HN-1, HN-2 e HN-3. Le mostarde azotate sono fortemente irritanti per pelle, occhi e apparato respiratorio. Sono in grado di penetrare nelle cellule in modo molto rapido e di causare danni al sistema immunitario e al midollo osseo (…) che si manifestano già dopo 3-5 giorni dall’esposizione, che causano anche anemia, emorragie e un maggiore rischio di infezioni. Quando questi effetti si presentano in forma grave, possono condurre alla morte”.[10]

Per “curare” il tumore oggi vengono utilizzati degli ‘agenti vescicanti’: prodotti militari usati nelle guerre chimiche. 

Anche se la ”guerra al cancro” viene portata avanti con ogni mezzo dall’establishment, ritengo che ci sia un limite a tutto.

Mi asterrò dal recar danno e offesa. 

Non somministrerò ad alcuno, 

neppure se richiesto, un farmaco mortale. 

[ Giuramento di Ippocrate ]  

Verso la catastrofe

07 Giugno 2010

 

 

Moni Ovadia* - tratto da l’Unità dell’1 giugno 2010

 

Era inevitabile che accadesse.

 L’insensato atto di pirateria militare israeliano contro il convoglio navale umanitario con la sua tragica messe di morti e di feriti non è un fatale incidente, è figlio di una cecità psicopatologica, della illogica assenza di iniziativa politica di un governo reazionario che sa solo peggiorare con accanimento l’iniquo devastante status quo.

Di cosa parliamo? Dell’asfissia economica di Gaza e della ultraquarantennale occupazione militare delle terre palestinesi, segnata da una colonizzazione perversa ed espansiva che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero.

Dopo la stagione di Oslo, il sacrificio della vita di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due Stati.

Le varie Camp David, Wye Plantation, Road Map sono state caratterizzate da velleitarismo, tattiche dilatorie e propaganda allo scopo di fare fallire ogni accordo autentico. Anche il ritiro da Gaza non è stato un passo verso la pace ma un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere inattuabili trattative efficaci.

Abu Mazen l’interlocutore credibile che i governanti israeliani stessi dicevano di attendere con speranza è stato umiliato con tutti i mezzi, la sua autorità completamente delegittimata.

L’Autorità Nazionale Palestinese è stata la foglia di fico dietro alla quale sottoporre i palestinesi reali e soprattutto donne, vecchi e bambini ad una interminabile vessazione nella prigione a cielo aperto della Cisgiordania e nella gabbia di Gaza resa tale da un atto di belligeranza che si chiama assedio.

Ma soprattutto l’attuale classe politica israeliana brilla per assenza di qualsiasi progettualità che non sia la propria autoperpetuazione. È riuscita nell’intento di annullare l’idea stessa di opposizione grazie anche ad utili idioti come l’ambiziosissimo “laburista” Ehud Barak che per una poltrona siede fianco a fianco del razzista Avigdor Lieberman.

Questi politici tengono sotto ricatto la comunità internazionale contrabbandando la menzogna grottesca che ciò che è fatto contro la popolazione civile palestinese garantisca la sicurezza agli israeliani e a loro volta sono tenuti sotto ricatto dal nazionalismo religioso di stampo fascista delle frange più fanatiche del movimento dei coloni, una vera bomba ad orologeria per il futuro dello Stato di Israele.

La maggioranza dell’opinione pubblica sembra narcotizzata al punto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si risolva da solo con una “autosparizione” provocata da una vita miserrima e senza sbocco.

Le voci coraggiose dei giusti non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli interni ed esterni come quello di Jcall, vengono bollati dai falchi dentro e fuori i confini con l’infame epiteto di antisemiti o antiisraeliani. Se questo stato di cose si prolunga ancora il suo esito non può essere che una catastrofe.

 

 

Sempre in tema di Aids……

01 Giugno 2010

Gli argomenti dei dissidenti

 

 

Charles Thomas Professore di biochimica ad Harvard:“Nella pubblica opinione è ampiamente diffusa l’idea che il retrovirus chiamato HIV causa il gruppo di malattie chiamate AIDS. Molti biomedici adesso mettono in dubbio quest’ipotesi. Proponiamo che un’approfondita riconsiderazione delle prove esistenti a favore e contro quest’ipotesi, sia condotta da un adeguato gruppo indipendente.” [1]Professor Serge Lang Yale University:“Non esiste nemmeno una singola definizione appropriata dell’AIDS sulla quale discorsi o statistiche si possano verosimilmente basare… il CDC chiama queste malattie AIDS solo quando anticorpi dell’HIV sono presenti in maniera accertata o presunta. Se una persona risulta sieronegativa, a queste malattie viene dato un altro nome.” [6]Walter Gilbert Premio Nobel per la chimica nel 1980, professore di biologia molecolare ad Harvard:[parlando di Peter Duesberg] “è assolutamente corretto nell’affermare che nessuno ha dimostrato che l’AIDS sia causato dal virus dell’AIDS. Ed è assolutamente giusto che i virus coltivati in laboratorio non possono essere la causa dell’AIDS…. Non sarei assolutamente sorpreso se ci fossero altre cause per l’AIDS e che persino l’HIV non fosse coinvolto” [1]Dr. Joseph Sonnabend Microbiologo“Non c’è alcun agente eziologico specifico dell’AIDS… la malattia insorge come risultato di processi cumulativi a seguito di un periodo di esposizione a molteplici fattori ambientali” [1]Dr. Albert Sabin Scopritore del vaccino antipoliomielite (National Health Institute):“L’attuale campagna di educazione e prevenzione si basa sull’asserto che ogni sieropositivo può essere considerato agente di contagio, ma di questo non c’è alcuna prova” [1]Robert Root – Bernstein Scienziato molecolare, autore di Discovery e Rethinking AIDS:“Eravamo abituati a credere di sapere che tutti siano ugualmente a rischio HIV o AIDS, e che un’epidemia eterosessuale fosse inevitabile. Ma l’epidemilogia dell’AIDS deve ancora fornire prove consistenti per tale ipotesi.” [9]Peter Duesberg Retrovirologo, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze:“L’HIV è solo un latente, e perfettamente inoffensivo retrovirus di cui molti, ma non tutti, i malati di AIDS, possono essere portatori. Dire che l’HIV è la causa dell’AIDS significa mettere da parte tutto ciò che sappiamo sui retrovirus… La teoria dell’HIV è inconsistente, assurda e paradossale.”[11]Llaila O.AfrikaAutore di African Holistic Health e Nutricide:” Un virus dell’AIDS è una particella della cellula umana. Non può mangiare, riprodursi, crescere, muoversi, attaccare o essere attccato, non è una pianta o un animale e non è vivente. Un virus non è attivo un mese e inattivo (dorme) il successivo, e nemmeno dorme fra i due o i cinque anni prima di attaccare la persona.” [13]Harry Rubin Retrovirologo, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze :“Non penso che sia stata trovata la causa dell’AIDS. Penso che in una malattia così complessa vi siano, verosimilmente, cause multiple. Di fatto, chiamarla una malattia singola quando presenta manifestazioni così diverse, mi sembra un’esemplificazione eccessiva.” [17]Dr. Robert E. Willner Autore di Inganno Mortale:” La maggior parte delle morti per AIDS controllate dai medici sono state provocate del tutto o in parte dal farmaco letale AZT. In molti casi il farmaco è stato dato a individui perfettamente sani e normali che erano terrorizzati… dopo l’inaffidabile test di sieropositività.”[3]Dr.Richard Beltz Inventore dell’AZT (azidotimina):“L’AZT non aveva prospettive per due ragioni: i miei studi hanno mostrato che era cancerogeno in ogni dosaggio e che era troppo tossico anche per usi di breve periodo.”[5]John Lauritsen Autore de La guerra dell’AIDS:” Si proclama che l’AZT salva la vita. E ancora adesso la maggior parte del credito che gli si dà è basato sugli esperimenti della III fase che erano pieni di crepe e completamente senza valore” [5]Dr. Rachel Baggaley British health advisor:” Nessuno in Zambia muore mai di AIDS. Dicono che è per malaria, febbre o tubercolosi.”[4]Neville Hodgkinson Autore del London Sunday Times:Un nuovo autorevole studio ha messo in luce l’energica evidenza che il test dell’AIDS non ha valore scientifico, confondendo milioni di persone nel fargli credere che sono sieropositive quando non è vero che sono colpite dal virus.. Si è accresciuta la preoccupazione che l’esplosione dell’AIDS in Africa sia stata selvaggiamente esagerata.” [7]Kary Mullis Inventore del test PCR, Premio Nobel per la Chimica nel 1993:“Hanno considerato il gran numero di persone sieropositive (in Africa) prima di accorgersi che gli anticorpi della malaria - che in Africa hanno tutti - si mostrano nei test come ‘positivi all’HIV’.” [8]PhillipE. Johnson Giornalista:“Ai giornalisti che si occupano di storie di AIDS, un gruppo di eminenti scienziati ha detto che non c’è alcun dubbio che il mondo è minacciato della catastrofica piaga dell’AIDS, e mettere in discussione questo fatto è tanto razionale quanto dire che la Terra è piatta.”John Lauritsen,Autore di The Great AIDS Hoax:“…L’AIDS non è ne nuovo ne’ unico, ma è stato inventato come parola-ombrello per coprire un complesso di malattie, alcune delle quali erano già state descritte dalla medicina nel 1539.”[12]GlaxoWellcome Casa farmaceutica che produce il Retrovir (AZT):“ATTENZIONE il Retrovir (zidovudina) può causare tossicità ematica (avvelenamento del sangue ndr) compreso la granulocipetomia e gravi anemie, particolarmente in pazienti con malattie ha HIV in fase avanzata. La piena innocuità e il profilo di efficienza del Retrovir, non è stata ben definita, particolarmente nei confronti di individui affetti da HIV con minor avanzamento della malattia.” [14]Elinor Burkett,Autrice di The Greatest Show on Earth(parlando dell’”industria dell’AIDS”: “… un insieme di certi dottori, politici, ricercatori negli enti governativi, assicuratori, leader di comunità gay, funzionari del CDC, burocrati delle assicurazioni sanitarie e funerarie, media… tutti quelli che possono aver intascato, o essere stati puniti, o confusi, o aver soggiaciuto all’avidità e all’egoismo.” Tom Bethell, ricercatore alla Hoover Institution:” Il fatto è che, adesso ne sono convinto, che l’AIDS non è affatto una malattia: è un programma di governo.” [16]Dr. Charles Geshekter Professore di storia alla California University, Chico:“Un rapporto del 1994 nel Journal of Infection Diseases (rivista delle malattie infettive ndt) ha concluso che il test HIV è stato inutile in Africa, ove i germi responsabili della tubercolosi, malaria, lebbra sono così diffusi che hanno contribuito a dare oltre il 70% di falsi sieropositivi…. in persone i cui sistemi immunitari sono compromessi per altre ragioni che non l’HIV…” [18]Rep. Gil Gutknech tU.S. House of Representatives, membro del Comitato sulla Scienza:” Considerando che esiste una limitata prova scientifica dell’esatto legame tra HIV e AIDS, è forse etico prescrivere AZT, un distruttore del DNA utilizzato 30 anni fa come chemioterapico per il cancro, a 150 mila Americani, tra i quali donne incinte e neonati, come farmaco anti HIV?” [19]Elliot Fox Giornalista, fondatore dell’Associazione per il riesame dell’AIDS:” AIDS, la Waterloo del complesso delle industrie farmaceutiche, è stato descritto come derivante da un virus, a dispetto della più che provata evidenza del contrario, scoperto da test su anticorpi che si sono dimostrati grossolanamente inaccurati, e curato da farmaci incredibilmente tossici che sono stati definitivamente definiti come responsabili della sindrome,” [20]Jon Rappaport Commentatore, giornalista, autore di AIDS, Inc.:“Un sacco di gente è cosciente che l’HIV è una burla e che l’AZT uccide la gente…. Molta gente si sta accorgendo che questo non è il comportamento di un male contagioso.” [21]NOTE[1] WHY WE WILL NEVER WIN THE WAR ON AIDS by Bryan J. Ellison & Peter H. Duesberg, Inside Story Communications, 1994[2] Policy Review, Fall 1990, pp. 76-77, see quotation by Dr. Shyh Ching-Lo[3] MEDICAL DOCTOR PUTS HIS LIFE ON THE LINE TO PROVE SEX & HIV DO NOT CAUSE AIDS, broadsheet by Frank Prescott[4] WHEN AIDS FIGHT COLLIDES WITH CULTURE, San Francisco Examiner, July 2, 1995[5] From a broadsheet published by the HEAL Organization, 11684 Ventura Blvd, Studio City, CA 91604, (213)896-8260[6] YALE SCIENTIFIC, Fall 1994, cover story, pp. 8-23[7] RESEARCH DISPUTES EPIDEMIC OF AIDS, by Neville Hodgkinson, Sunday London Times, May 22, 1994, p. 24[8] Interview in California Monthly, September 1994, p. 21[9] AGENDA FOR U.S. AIDS RESEARCH IS DUE FOR A COMPLETE OVERHAUL, The Scientist, April 4, 1994[10] AIDS AND THE DOG THAT DIDN’T BARK by Phillip E. Johnson, Insight on the News, Feb. 14, 1994, pp. 24-26[11] Interview with Peter Duesberg, Spin Magazine, January 1987[12] THE GREAT AIDS HOAX by T.C. Fry, Health Excellence Systems, 1989[13] NUTRICIDE by Llaila O. Afrika, Golden Seal 1995[14] Advertisement appearing in Los Angeles Times, Dec. 26, 1995[15] A HOWL OF ANGER by Bettijane Levine, Los Angeles Times, Nov. 27, 1995[16] WHAT CAUSES AIDS?: THE DEBATE CONTINUES, a collection of scientists debate the HIV causation issue, Reason Magazine, Dec. 1994, pp. 32-41[17] THE AIDS CATCH, Meditel Productions, BBC film documentary, 1990[18] LINKING HUMAN RIGHTS TO HEALTH CARE IN AFRICA: HOW ‘AIDS HYSTERIA’ HINDERS EFFECTIVE POLICY FORMULATION by Charles L. Geshekter, 76thAnnual Meeting of the Pacific Division/American Association for the Advancement of Science, June 18-22, 1995[19] Letter to Dr. Anthony Fauci of the National Institutes of Health, March 24, 1995[20] BEYOND AIDS: THE REAL HEALTH EPIDEMIC IS IATROGENIC by Elliot Fox, Awareness Magazine,July/Aug. 1995, p. 31[21] JON RAPPOPORT: RENAISSANCE MAN by Mark Gabrish Conlan, Awareness Magazine, July/August 1995, p.30

Aids. Malattia vera o immensa balla. La parola agli scienziati dissidenti.

24 Maggio 2010

Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 nazioni tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all’AIDS.

Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l’umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta “peste del 2000″ che nell’arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d’olio fino a diventare veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta per cominciare.

Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l’AIDS continua a restare una epidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.

La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l’AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l’organismo indifeso di fronte a malattie “opportunistiche”. Il virus penetra nell’organismo di un dato soggetto attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell’AIDS (o anti-HIV). La sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.

Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell’AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.

1) Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:

Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così non c’è varicella senza il virus della varicella, non c’è morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.

La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.

2) L’AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa:

Nonostante l’allarmismo, l’AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi:

a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia) si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell’eroina, della cocaina, dell’alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple. In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.

b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).

c) emofiliaci (circa l’1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.

3) Non esistono studi che dimostrino che l’AIDS è causato dall’HIV:

Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che spiegasse come l’HIV provochi l’AIDS. Ma nessuno dei colleghi  fu in grado di precisarlo.

4) La definizione della malattia:

Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora “ha l’AIDS”. Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha “soltanto la tubercolosi”

5) Incubazione misteriosa:

Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L’incubazione del virus dell’AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da parte dei ricercatori, o viceversa, completamente “scemo”.

6) L’allarme prostitute:

Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).

7) La terapia con AZT:

Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell’AZT per malato è di circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586 miliardi di lire l’anno.

 

Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni ‘70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma l’AIDS sembrò l’occasione d’oro. Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese.

 

Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica): Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.

 

Tratto da: “AIDS la grande truffa” di Luigi De Marchi e Franco Franchi

NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.

Elezioni nel Nordreno-Westfalia. Sconfitta la coalizione di governo

09 Maggio 2010

Andrea Tarquini - La Repubblica

BERLINO - E’ la Stalingrado di Angela Merkel. Alle elezioni di oggi nel Nordreno-Westfalia (il più popoloso e politicamente decisivo dei 16 Stati della Repubblica federale, e uno dei più prosperi) la Cdu-Csu della cancelliera ha incassato un crollo oltre ogni previsione: secondo gli exit poll precipita dal 44  al 34 per cento circa, cioè perde almeno dieci punti. I suoi alleati liberali (Fdp) sono al 6,5 per cento, cioè guadagnano 0,3 punti rispetto alle ultime elezioni locali, ma si vedono più che dimezzati rispetto al quasi 15 per cento raccolto a livello nazionale alle ultime elezioni politiche federali. Volano invece le opposizioni: la Spd (socialdemocrazia, il più antico e importante partito della sinistra democratica tedesca ed europea) è alla pari con la Cdu al 34 per cento circa, i Verdi balzano al 12,6 per cento, il loro massimo storico assoluto. La Linke, la sinistra radicale  -  frutto dell’alleanza tra i neocomunisti dell’Est e i dissidenti di sinistra usciti negli anni scorsi dalla Spd  -  sono al 6 per cento, quindi solidamente sopra il quorum del 5 per cento necessario a entrare nel Parlamento del land.La partecipazione al voto, al 59 per cento, è ai minimi storici, in una triste conferma della disaffezione alla politica.Per il governo di Angela Merkel, sullo sfondo della crisi aperta dall’emergenza greca per l’euro e il futuro dell’Unione europea, non poteva andare peggio.Il voto in Nordreno-Westfalia significa che il centrodestra (appunto la Cdu della cancelliera, la Csu bavarese e i liberali del vicecancelliere e ministro degli esteri Guido Westerwelle) perdono la maggioranza al Bundesrat, la Camera delle Regioni.Dunque da ora alla fine della legislatura, cioè per i prossimi tre anni e mezzo, l’Europa intera avrà a che fare con una Germania azzoppata da un esecutivo debole e costretto a continui compromessi.La rabbia e il dissenso degli elettori causati dalla reazione troppo lenta, prima dura e poi concessiva, della cancelliera all’emergenza Grecia sono il grande sfondo della disfatta del centrodestra.La maggioranza degli elettori non voleva che soldi tedeschi andassero a salvare Atene, e al tempo stesso la maggioranza della gente teme il peggio per il futuro dell’euro e del potere d’acquisto.Al tempo stesso, a livello locale, il governatore uscente, il democristiano (Cdu appunto) Juergen Ruettgers, uomo di continui compromessi e inciuci, non ha retto il confronto con la combattiva, pragmatica capolista socialdemocratica Hannelore Kraft. La quale ora potrebbe guidare lo Stato più popoloso di Germania, insieme ai Verdi e forse con l’appoggio esterno della Linke.In Europa, da oggi, Angela Merkel durissima fino all’ultimo sul tema della solidarietà con la Grecia e con gli altri Paesi dell’eurozona in difficoltà, appare più indebolita e a rischio che mai. Intanto volano le cifre di disavanzo e debito tedeschi, e le entrate tributarie denunciano un ammanco di 39 miliardi rispetto al previsto.(09 maggio 2010)